Teramo dopo la sconfitta contro San Savero si riparte contro Nardò

Teramo, a Nardò per ripartire

Dopo la sconfitta a testa altissima contro la corazzata San Severo il Teramo Basket 1960 si prepara per la trasferta di domenica 10 dicembre contro Nardò.

È una partita molto importante per i ragazzi di coach Bianchi che hanno urgente bisogno di tornare a vincere e mettere punti in classifica. Si prospetta un match molto difficile, i pugliesi infatti sono a quota 10 in graduatoria e vengono anche loro da una sconfitta di misura (72-21) sul campo di Recanati, ennesima dimostrazione di un Girone C equilibrato.

Alla vigilia dell’incontro in terra pugliese abbiamo intervistato l’ala biancorossa, Valerio Staffieri.

 

Valerio partiamo dalla bellissima e sfortunata partita che avete fatto contro San Severo, qual è il tuo pensiero?

 

Per natura sono un ottimista e quello che si è visto, secondo me, è che abbiamo avuto una reazione forte e decisa. Ci abbiamo messo orgoglio, voglia, fame ed erano le cose che ci erano mancate contro Civitanova.

Siamo riusciti a tenere la squadra più forte del girone a 55 punti, limitando le loro situazioni e il loro straripante talento. Abbiamo costretto San Severo ad una partita a basso punteggio, come volevamo, gli abbiamo rotto i giochi ed abbiamo difeso con grande intensità. Purtroppo in partite del genere contano tutti i dettagli e, in alcune situazioni, non abbiamo messo due/tre tiri importanti o dei tiri liberi. Piccole cose, e un briciolo di sfortuna, che con squadre come San Severo fanno la differenza.

Bisogna comunque rimanere ottimisti e pensare che possiamo giocare così tutto l’anno e fare sempre partite intense, non solo contro le formazioni di primissima fascia.

In questo momento siamo penalizzati perché non riusciamo ad allenarci a pieno regime, l’assenza di Milojevic si sente e contro San Severo ci avrebbe fatto comodo per dare minuti a Cicognani. Questa però non può essere una scusa, in cinque, in sette o in venti dobbiamo sempre metterci fame, cattiveria agonistica e giocare con il coltello tra i denti.

L’esempio da seguire è quello che ci sta dando il capitano, Andrea Lagioia. Sta giocando con un dito lussato, gioca sul dolore e mette davvero il cuore in campo. Per queste cose non dobbiamo mollare e dare sempre il 100%.

 

Domenica si va a Nardò, partita molto difficile sotto tanti punti di vista.

 

Andiamo a giocare contro una squadra che non è per niente male, una squadra da playoff, costruita con giocatori di categoria che sanno giocare a pallacanestro. Adesso la difficoltà è maggiore perché la situazione è simile a quella dopo la vittoria con Recanati, dove affrontammo subito dopo una squadra non dello stesso livello ma comunque forte.

Dobbiamo mettere in campo la stessa rabbia e mantenere la tensione alta come contro San Severo.

Nessuno ci regala niente e la differenza la faremo con l’atteggiamento. Dobbiamo vincere perché questi due punti ci servono come il pane, questa fase del campionato ci sta un po’ penalizzando ma non vogliamo buttare quanto di buono fatto fino ad ora e vogliamo dimostrare che non siamo la squadra vista contro Civitanova.

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