Tezenis, le prime parole di Rice: "Non potevo rifiutare Verona"

Queste le dichiarazioni di Rayvonte Rice, nuovo americano della Tezenis Verona, presentato ieri pomeriggio, nella sede dell’istituto inlingua Verona, partner della Scaligera Basket.
«La Tezenis rappresenta per me una grande opportunità, per di più in una città fantastica come Verona. Mi ritengo un giocatore molto versatile capace di difendere, segnare, passare. Ho parlato con coach Crespi quand’ero ancora negli Stati Uniti, ci siamo confrontati. So bene quel che lui vuole da me. Quella della società è stata una proposta che non potevo rifiutare. Sono pronto a prendermi le mie responsabilità, me le prenderò tutte. Anche se non voglio pensarci eccessivamente. Vero, ho giocato anche a football ma quando ho dovuto scegliere ho deciso per la pallacanestro, lo sport in cui decisamente mi esprimo meglio. Il mio sogno? Diventare prima o poi un giocatore dell’Nba, ma sono giovane e prima voglio crescere anche attraverso questa grande esperienza che mi attende. In Italia si gioca un basket diverso da quello degli Stati Uniti, c’è un’altra velocità ed una differente interpretazione dei passi. Cercherò di abituarmi nel minor tempo possibile. I tatuaggi? Ce n’è uno che conta per me più di tutti gli altri, quello con le porte del paradiso e le iniziali di mio cugino che non c’è più. Voglio scoprire il più possibile dell’Italia. Vedere Venezia ad esempio, ma anche Verona è bellissima e molto affascinante. Mi piacerebbe diventare parte integrante della città. L’inizio è davvero buono, i tifosi sono stati molto carini con me in questi primi giorni. Il mio film preferito? Love and basketball. Ristoranti italiani? Mi sto abituando alla vostra cucina, spesso pranziamo tutti insieme noi giocatori e lo staff. Mi piace conoscere anche le abitudini di un altro Paese. I miei giocatori di riferimento? Kobe Bryant, James Harden e naturalmente Michael Jordan».

Queste, invece, le dichiarazioni di Giorgio Pedrollo, responsabile dell’area tecnica della Tezenis Verona
«Rice è a Verona grazie al grande lavoro del nostro coach Crespi e del direttore sportivo Petronio che insiene hanno grande credibilità in America, dove sanno che qui il giocatore può crescere. Altrimenti uno con queste qualità non sarebbe mai arrivato. Avremo un grande vantaggio, con una guardia come lui. Se lo marcherà un’altra guardia Rice potrà spostarsi vicino a canestro dove sa giocare molto bene, se dovesse prenderlo un numero tre potrà sfruttare la sua velocità più lontano dal canestro. Rice è anche un solido rimbalzista, con medie davvero notevoli. È una fortuna averlo qui. Siamo entusiasti. Rice è un ragazzo intelligente, una persona molto seria, vuole ragionare solo da giocatore di pallacanestro fino ad arrivare all’Nba. È uno da ultimo tiro, uno che potrà darci molto».

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