Tezenis Verona, a tutto Ramagli

da sito ufficiale Scaligera Basket:

A TUTTO RAMAGLI, DA GREGG POPOVICH A MICHAEL JORDAN

Ospite di «Lunedì nel Pallone», su TeleArena, Alessandro Ramagli ha risposto alle domande di Maria Karlsson, calciatrice svedese, difensore di Brescia, nella rubrica «Marcatura ad uomo».

L’emozione più forte della sua carriera? 

«Aver vinto il campionato di Legadue con Pesaro». 

La delusione più atroce? 

«La più recente. Aver perso la semifinale degli scorsi playoff contro Capo d’Orlando». 

Si descriva in tre parole… 

«Pragmatico, capace di capire cosa ha disposizione e di tirarne fuori il meglio».

Qual è la differenza principale tra livornesi e veronesi? 

«In realtà sono molto simili». 

Cosa le piace di più di Verona? 

«La città».

Il miglior giocatore di basket di tutti i tempi? 

«Michael Jordan». 

Il miglior coach del mondo? 

«Gregg Popovich». 

Perché ha scelto di allenare la Scaligera? 

«Perché era un’opportunità importante, in una città importante e con un progetto importante». 

Se non fosse diventato allenatore, che lavoro avrebbe fatto? 

«L’avvocato». 

La Tezenis di oggi reggerebbe il confronto in Serie A? 

«Forse sì». 

Il suo sogno come allenatore? 

«Quello più vicino. Vincere il campionato con Verona».

RAMAGLI: «PRONTI A DARE TUTTI IL 110% A BRESCIA»

«Monroe si sta dimostrando disponibilissimo a fare tutto ciò che serve per la riabilitazione e lo staff medico ha svolto un lavoro eccellente. Ancora però non posso dire se Darryl mercoledì sarà della partita a Brescia». Queste le prime dichiarazioni di Alessandro Ramagli, capo-allenatore della Tezenis Verona, ospite lunedì sera a «Lunedì nel Pallone», trasmissione di approfondimento sportivo di TeleArena, condotta dal giornalista Riccardo Verzè. Fra gli ospiti anche Domenico Di Carlo, ex allenatore in Serie A di Chievo e Livorno. «L’assenza di un giocatore come Monroe – ha proseguito Ramagli – non passerebbe inosservata, ma la squadra in questi giorni non si è persa a guardare il compagno che non c’è. I ragazzi si sono allenati come sempre e forse anche di più. Ci stiamo abituando a giocare senza di lui. Se poi sarà presente, per noi sarà ancora meglio. Se potremo dare il 110% per riuscire ad uscire vittoriosi da un campo prestigioso come quello di Brescia, lo faremo. Le sette vittorie su sette partite sono una bella gratificazione, ma la nostra forza è il lavoro giornaliero in allenamento. Questa è la base. La striscia si può anche fermare, ma se poi hai solo quella rimani senza niente in mano. Quello che fai in allenamento invece resta e pone le basi per realizzare altri filotti di successi. Abbiamo la necessità di attingere da ogni giocatore del nostro roster, ma possiamo anche prescindere da ognuno di loro. Questa dovrà essere la nostra forza anche mercoledì. Allenare in NBA? È un sogno troppo distante. La mia realtà è Verona. È una piazza esigente. Spesso si è figli dei risultati, ma ho trovato una società che è cresciuta e si è stabilizzata e che guarda al di là del campo. Oggi il rapporto che si è instaurato con i tifosi è il premio più bello della nostra stagione. Il fatto che tanta gente venga a vederci e si appassioni alla pallacanestro in una città con una tradizione sportiva così forte è per noi una grande soddisfazione. Siamo diventati un bel virus».

Commenta
(Visited 5 times, 1 visits today)

About The Author