Tezenis Verona, ecco Da Ros

La Tezenis Verona comunica l’ingaggio di Matteo Da Ros, ala forte di 205 centimetri che ha concluso l’ultima stagione con la maglia di Barcellona con 12.3 punti, 7.3 rimbalzi in 35.9 minuti giocati ed un massimo di 27 punti nella gara di ritorno con Torino, in doppia cifra 20 volte su 25 partite di regular season, in un’annata terminata col 48.2% al tiro da due e 3.3 assist. Un ritorno quello di Da Ros, alla Tezenis Verona dal 2012 al 2014 in due campionati in cui è stato impiegato rispettivamente 26.8 e 23.6 minuti, con 9.2 e 7.5 punti, 5.4 e 4 rimbalzi, il 46.9% e il 47.2% al tiro da due. Da Ros è stato, prima ancora, a Barcellona Pozzo di Gotto dal 2010 al 2012. Ventisei anni il prossimo 25 settembre, nato a Milano, in nazionale con l’Under 18, l’Under 20 e la selezione Sperimentale, Da Ros ha esordito in Serie A con la Virtus Bologna, società in cui ha giocato nella stagione 2007-2008.

«Torna a Verona un Matteo Da Ros più maturo, l’anno a Barcellona mi ha fatto capire come funzionano certe cose al di là della barricata e com’è dover giocare anche per salvarsi e non sempre per vincere il campionato avendo alle spalle società solide, come mi è capitato nelle stagioni passate. Nel secondo anno alla Tezenis – evidenzia Da Ros – avevo fatto un passo indietro, ora però ho ritrovato la fiducia in me stesso. Adesso sono più conscio del fatto di dover aiutare anche gli altri. Dover stringere i denti e fare i conti con varie problematiche com’è stato a Barcellona certamente mi è servito nel percorso di crescita personale. Mi piace l’idea di giocare di nuovo per la Tezenis. Il fatto scatenante che mi ha fatto decidere in questa direzione è stata la chiamata di Marco Crespi, ad un coach da Eurolega che un giorno ti chiama e ti dice “Matteo, io ho voglia di allenarti” non puoi che dire di sì. È bastata quella frase, l’ho detto più volte anche al direttore sportivo Gianluca Petronio e a Giorgio Pedrollo. Sono contento di ritrovare Boscagin, il resto della società ed una persona sincera e disponibile come Petronio, che ha sempre trovato la parola giusta, anche scomoda, sempre per il bene comune».

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