Trasferta insidiosa a Vicenza per l'Erogasmet Crema

Trasferta insidiosa per l’Erogasmet Crema, attesa a Vicenza da quella Banca Popolare che fino a questo momento rappresenta una delle sorprese più liete del campionato.

Partiti a fari spenti dopo la promozione ottenuta vincendo il girone C della C Nazionale lo scorso anno, i veneti sono passati indenni dall’addio del tecnico della promozione Deanesi, dimostrandosi squadra tosta, capace di issarsi fino al sesto posto della classifica in coabitazione con Lecco e Desio, in piena zona playoff, nonostante la pesante sconfitta patita la scorsa settimana contro l’Urania.

La truppa affidata a coach Magagnoli basa il proprio gioco principalmente sul centro Nobile, miglior marcatore della formazione con circa 14 punti ad allacciata di scarpe, ottimo rimbalzista e da anni in categoria. La difesa cremasca dovrà portare particolare attenzione anche a Valesin, guardia con spiccate doti realizzative, spesso innescata dall’esperto play Boaro, arrivato quest’anno da Montebelluna, buon penetratore ma soprattutto ottimo assist-man, cui dà spesso il cambio il talentuoso e giovanissimo Pasqualin, classe 1997 scuola BluOrobica.

Da Piacenza in Legadue è arrivata l’ala piccola Stefanini, che completa il reparto con Andrea Campiello, ottimo attaccante soprattutto vicino a canestro.

Una squadra mai morta, capace nell’incontro di andata di restare aggrappata al match anche quando i leoni biancorossi sembravano aver trovato l’allungo decisivo e piazzare il colpo del ko a pochi secondi dalla fine.

La voglia di rivincita animerà certamente Zanella e compagni, che superato il momento più difficile proposto dal calendario e coincidente con alcuni problemi fisici hanno ritrovato il passo della prima parte del torneo, confermandosi al quarto posto della classifica.

L’incontro si presenta ovviamente non semplice per la truppa di Baldraghi, che ha però la ghiotta occasione, in caso di vittoria, di approfittare dello scontro diretto tra l’immediata inseguitrice Urania Milano ed i capoclassifica della GSA Udine.

Marco Cattaneo

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