Aquila Basket Trento, Gentile: "A Trento sto benissimo. NBA? Ci penso ancora"

Grazie alla vittoria nell’ultimo turno contro l’Happy Casa Brindisi, l’Aquila Basket Trento è salita a quota 10 punti in classifica (5-5 il record), in un folto gruppo che comprende anche Reggio Emilia, Varese, Treviso, Venezia e Virtus Roma. Tra i protagonisti di questo primo scorcio di stagione della squadra allenata da coach Brienza c’è sicuramente Alessandro Gentile.

Il 27enne nativo di Maddaloni, dopo una stagione in Spagna all’Estudiantes, è sbarcato in Trentino con l’intento di far vedere quello di cui è capace. Finora, in 9 presenze con l’Aquila Basket, Gentile ha messo assieme 15.9 punti (54.8% da due, 40.0% da tre, 54.8% ai liberi), con 4.1 rimbalzi e 2.9 assist, il tutto in 24.7 minuti d’impiego medio a partita.

Raggiunto dal Corriere dello Sport, Gentile ha parlato della sua avventura a Trento: “In questa città mi trovo benissimo. A Trento c’è una qualità della vita altissima” – dice il giocatore campano – “Anche con squadra ed allenatore mi trovo bene. Non ho mai fatto problemi a dire sì alle richieste del coach, quel che conta è il bene della squadra e non quello del singolo giocatore. Per fortuna ho caratteristiche che mi consentono di dare una mano in vari ruoli; per cui, se serve, faccio quel che mi viene chiesto senza troppe spiegazioni“.

La NBA, solo accarezzata negli anni scorsi, è ancora nei pensieri del figlio di Nando Gentile: “Si ci penso ancora, mai dire mai. Guardando Melli, mi dico che, se Nick è arrivato lì a 28 anni, perché io dovrei smettere di sognare? Farlo è lecito, non esiste un’età oltre cui bisogna pensare che una cosa non può più realizzarsi. Ora, però, penso solo a fare bene e ad essere continuo con Trento. Se in futuro capiterà l’occasione di andare in NBA, allora ci proverò“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.