Trieste, coach Dalmasson: "Noi e i tifosi abbiamo lo stesso desiderio. Sereni e carichi per cercare di conquistarlo"

Alle 20.30 con diretta esclusiva su Sky Sport 2 HD (canale 202 della piattaforma Sky) andrà in scena all’Alma Arena l’ultimo e decisivo atto della serie di semifinale playoff tra i biancorossi e la Fortitudo Bologna. Il match sarà diretto da Andrea Masi di Firenze, Mauro Moretti di Marsciano (Perugia) e Giulio Pepponi di Spello (Perugia).

Colpo d’occhio da sold out nell’impianto di via Flavia,  in due giornate di flusso continuo al Ticket Point di Corso Italia 6/C, tutti i tagliandi disponibili sono andati pressoché esauriti (solo una trentina di biglietti di Tribuna Gold Laterale ancora a disposizione).

Un’intera città è in fibrillazione, l’attesa per la palla a due cresce sempre di più, il gruppo che nella rifinitura di oggi ha lavorato a ranghi completi ne è consapevole, ma mostra grande serenità unita alla concentrazione. A fotografare la situazione in casa biancorossa a ormai meno di ventiquattr’ore da questo imperdibile appuntamento, provvede come consuetudine coach Dalmasson: “Si respira un clima di grande serenità perché il percorso che abbiamo fatto fin qui induce ad avere questo tipo di emozione, di sentimento. Siamo felicissimi di quanto fatto – spiega il coach dell’Alma – e abbiamo l’ambizione di salire l’ultimo gradino per raggiungere un obiettivo straordinario. L’esito della partita di domani non cambierà di una virgola quanto siamo riusciti a costruire lungo tutto l’arco della stagione ma questo non significa non avere la giusta carica. Siamo in gioco, pronti a mettere sul parquet tutto quello che abbiamo e vedremo domani cosa saremo capaci di fare”.

Il coach dissipa poi ogni eventuale dubbio sulle ‘scorie’ legate soprattutto a gara-4. Si guarda avanti, la testa dei biancorossi è chiaramente rivolta a domani: “Ci siamo ritrovati in palestra il giorno dopo la partita, abbiamo analizzato tutte le situazioni consapevoli di aver fatto una buona partita, buona ma non ottima. Per raggiungere la finale playoff – prosegue Dalmasson – non basta giocare da Trieste per trentasei o trentasette minuti, occorre farlo per quaranta. Di fronte avremo un’avversaria forte, costruita sin dall’inizio per affrontare questo tipo di sfide e che non ci permetterà di vincere giocando al massimo solo una parte della gara, fosse anche una parte ampia com’è stato lunedì. Dovremo necessariamente mettere sul parquet una prestazione non solo di grande qualità, ma anche di continuità. Abbiamo trovato nuovi obiettivi sui quali lavorare e gli allenamenti sono stati improntati in questa direzione, per aggiungere quei tre, quattro minuti che ci sono mancati in gara-4″.

L’atto decisivo di questa serie di semifinale si giocherà di fronte a un colpo d’occhio da tutto esaurito, motivo di orgoglio e di ulteriore carica per tutto il gruppo: “Questo aspetto credo sarà un ulteriore ricordo da mettere nel cassetto tra tutti i bei momenti vissuti in questa stagione. I sold out ormai non si contano più, essere riusciti a dare alla città di Trieste questa voglia, questa febbre per il basket, credo sia già di per sé un risultato straordinario. Il desiderio dei tifosi è il desiderio nostro – spiega coach Dalmasson – ovverosia quello di continuare a vivere serate e partite come quella di domani. In questo senso siamo in piena sintonia, abbiamo visto che tutto questo ci ha dato una grande energia, un seguito straordinario che ci riempie di felicità. Questo straordinario pubblico ci ha dato una carica incredibile, ancor più in un periodo importante e dispendioso come questo con partite ogni due giorni. Domani sarà una partita ancora una volta diversa, dovremo essere bravi ad interpretarla in ogni momento, qualsiasi sia la direzione che prenderà. La testa del gruppo è concentrata su quello che dovremo fare domani per conquistare la vittoria, avremo bisogno di sentire attorno a noi tutto l’affetto e il calore dei nostri tifosi – conclude il coach –  con l’idea di far loro assistere a una grande partita di basket, cosa che ritengo entrambe le squadre siano in grado di fare”.

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