Allianz Pall. Trieste, Dalmasson: "Prioritario pensare ad un blocco delle retrocessioni"

La situazione legata al COVID-19 sta colpendo in maniera più o meno pesante anche il mondo dello sport. Nel basket in particolare, sono molte le partite rinviate, nei campionati nazionali e anche nelle coppe europee, per i focolai presenti nelle varie squadre.

Guardando in ambito italiano, da ultimo è l’Allianz Pallacanestro Trieste che si ritrova a dover fronteggiare una ‘crisi’, con ben 6 casi di positività nel gruppo squadra venuti fuori nella giornata di ieri. Intervistato da Il Piccolo, coach Eugenio Dalmasson ha parlato della situazione della sua squadra, allargando lo sguardo a quelle che potrebbero essere le proposte per rendere più equa la stagione.

Credo sia evidente che tra i vari club non esista più equità competitiva. Troppe le partite da recuperare e i roster falcidiati dalle positività” – dice Dalmasson – “Primariamente ritengo necessario esaminare la possibilità del blocco delle retrocessioni. Un provvedimento simile consentirebbe di programmare gli incontri di recupero con serenità, con meno pressioni e polemiche“.

Per la postseason, Dalmasson pensa ai Playoff allargati: “Mi piace anche l’idea di un Playoff con 16 squadre, magari con un format agile, in modo da dare comunque valore alla stagione e garantendo possibilmente una coda di incassi”. Il coach 63enne di Mestre è contrario ad un’interruzione della stagione: “Sospendere la stagione sarebbe autolesionistico. Il movimento ha bisogno di visibilità“.

Già dobbiamo fare a meno dell’insostituibile apporto del pubblico, non possiamo rischiare di vedere allontanarsi gli sponsor” – conclude – “Il campionato di basket deve continuare a vivere ma è doveroso tutelare la salute dei giocatori, degli staff e delle persone che ruotano intorno alle squadre“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.