Una Geofarma in palla attende la capolista Montegranaro. Didonna: "Ci crediamo"

Il tempo è nostro alleato, con il suo scorrere abbiamo trovato il sentiero giusto, quello che conduce al divertirsi e alla raccolta di punti. Quello che restituisce i sorrisi e che fa impennare l’ingrediente indispensabile per ottenere risultati, l’autostima. L’atteggiamento, l’atteggiamento è una piccola cosa che genera però grandi differenze. Le abbiamo viste queste differenze, le abbiamo toccate, assaporate e in queste ultime due settimane abbiamo amato un roster che è riemerso dal proprio oblio di cinque sconfitte consecutive e si è ripreso sul parquet la voglia di stupire e di creare uragani allo sganciarsi della palla a spicchi dalle mani. Martina Franca e Vasto le due stazioni di un processo del progredire che tutti noi, staff tecnico e ragazzi davanti a tutti, non vogliamo si arresti, un processo che prevede nuove fermate e nuovo carburante da iniettarsi e metabolizzare. Fame di gloria, fame di punti, fame di sudore, ci siamo soffermati sugli sguardi di questo gruppo uno ad uno e ci abbiamo trovato questo. Una fame che non deve conoscere sazietà. Domenica si torna a casa nostra, a farci visita uno degli scogli più duri di questa stagione, un nome che fa rima con la storia di questo sport, Montegranaro, e che al momento ci guarda da lontano con lo sguardo severo di chi tira le fila di un torneo forte di nove successi in dieci incontri. Coach Steffè ha tra le mani un gruppo plasmato per essere leader, per fare il salto, per arrivare a canestro prima e più di altri. E gli altri domenica siamo noi. La Dino Bigioni Shoes è l’autentica macchina schiacciasassi: otto giocatori in rotazione, 80 punti di media portati a casa per incontro, 70 subiti, Simone Di Trani la guardia da 16 punti e un utilizzo di 33 minuti per incontro, lo scassinatore di canestri, Sanna e Trionfo a far male dagli esterni e Gatti e Rosignoli, totem del pitturato a conquistare centimetri e rimbalzi (11.1 e 8 punti rispettivamente ed un paniere di 14 rimbalzi in coppia per gara), con l’incognita Rossi, altro giocatore letale (65% totale dal campo) ma fermo da due gare per un problema alla caviglia durante la sfida con Campli.

Una Geofarma alleggerita della paura di fallire, quella che il parquet del Pala Pinto si aspetta domenica. Determinata e concentrata. Perchè lo sappiamo, muovere cielo e terra senza sforzo è una semplice questione di concentrazione. Squadra in palla quella guidata da Massimo Cazzorla e che ricordiamolo presenta una carta d’identità che supera di un soffio i 20 anni: Nicola Bastone l’uomo che non tradisce mai, una cassaforte di punti e lavoro sporco in fase difensiva, la crescita astronomica di Francesco Didonna, punti a doppia cifra, assist e rimbalzi in questa nuova versione arricchita della fascia di capitano e poi il guardiano d’area, Emanuele Musci, la pedina a cui toccano le sportellate, date e subite, nuova vita, un’ultima gara da tiranno nel pitturato in terra abruzzese (12+12) e ancora, il ritorno prezioso di Calò, cecchino infallibile nelle due ultime settimane (20 minuti totali sul parquet e +34 rifilato a Martina e Vasto) l’esplosione di Biasich il “bombarolo” e la salita in cattedra di Angelini in attesa di poter sfoderare il miglior Pavone, talento purissimo. E le parole di Didonna ad aggiungere miccia alla carica da suonare: “Domenica ci aspetta una gara di quelle che sulla carta sono proibitive, ma come sempre cercheremo di consegnare al rettangolo di gioco il nostro massimo; partendo sfavoriti non abbiamo nessuna pressione sulle spalle quindi non nascondo il desiderio di fare uno sgambetto alla capolista. Veniamo da due gare non solo vinte – che resta la cosa più importante nell’immediato – ma soprattutto ben giovate, in cui ci siamo espressi per quelli che siamo divertendoci e dispensando divertimento e le immagini della gente in piedi ad esultare nella sfida contro Martina non possono che essere sprone per bissare quelle emozioni. Queste due vittorie ci hanno regalato scorte di ossigeno, ripagando il duro lavoro che stiamo compiendo in settimana. Una sfida così esaltante deve essere stimolo per tutti, momento per cristallizzare e confermare la crescita del gruppo. Noi ci crediamo a caratteri cubitali.”

“Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano facile vivere nel modo che gli è stato dato piuttosto che cercare di modificarlo.

Impossibile non è una dato di fatto o una opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida.

Impossibile non è uguale per tutti.

Impossibile non è per sempre.”

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