Un’Ambrosia impacciata cede al forte Campli

Ambrosia Bisceglie-Campli 62-78

Ambrosia Bisceglie: Torresi 21 (3-9, 4-8), Gambarota 8 (3-7, 0-6), Listwon 1 (0-2, 0-2), Zanotti 5 (1-2, 1-2), Cecchetti 18 (6-14, 1-2), Buono 4 (0-3, 0-2), Chiriatti 8 (0-2, 1-5), Falcone (0-1, 0-2). N.e.: Totagiancaspro, Ricchiuti. Allenatore: Valerio Corvino.

Campli: Bottioni 3 (1-4, 0-3), Serroni 22 (2-4, 5-7), Petrazzuoli 5 (2-3, 0-2), Fattori 16 (5-8, 2-4), Di Giuliomaria 12 (5-8, 0-1), Mirone 7 (3-4, 0-1), Duranti 7 (2-3, 1-1), Montuori 6 (1-1, 1-2), Petruzzi. N.e.: Ruggiero. Allenatore: Piero Millina.

Arbitri: Di Franco di Dalmine (Bergamo), Somensini di Manerba del Garda (Brescia).

Parziali: 16-25; 33-49; 52-65.

Note: spettatori 800. Prima dell’inizio del match è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria dell’ex presidente Lucio Carito. Nessun uscito per cinque falli. Tiri da due: Ambrosia Bisceglie 13-40, Campli 21-35. Tiri da tre: Ambrosia Bisceglie 7-29, Campli 9-21. Tiri liberi: Ambrosia Bisceglie 15-20, Campli 9-20. Rimbalzi: Ambrosia Bisceglie 35 (22+13, Cecchetti 11, Zanotti 10), Campli 36 (31+5, Di Giuliomaria 13). Assists: Ambrosia Bisceglie 6 (Buono 2), Campli 12 (Petrazzuoli 5).

Il 29% nel tiro dal campo è la più semplice motivazione statistica del passo falso casalingo Ambrosia nel confronto con Campli. Un match che i nerazzurri di casa non hanno fatto molto per vincere, aggravando le percentuali deficitarie in attacco a una prova poco brillante in difesa, soprattutto nei primi due quarti (49 punti concessi). Il forte e più completo collettivo abruzzese ha eseguito senza esitazioni un piano partita dettagliato, lavorando ai fianchi un avversario non ancora rodato e in attesa del rientro di Mathias Drigo, toccato ai nervi da un arbitraggio incommentabile.


Un approccio decisamente morbido alla gara è costato caro alla compagine di casa, in difficoltà sugli esterni soprattutto nel primo quarto: Antonio Serroni, con tre canestri pesanti e 14 punti già a metà partita, ha aperto un solco sul quale gli ospiti hanno speculato per tutto il resto della sfida. Una vera e propria rendita di posizione, con quotazioni al rialzo soprattutto nella seconda frazione, aperta da un terrificante 11-0 (18-36 al 14°) . Mauro Torresi ha cercato a più riprese di trascinare i compagni alla riscossa, senza trovare un supporto concreto nel resto del gruppo.

Strigliata da coach Valerio Corvino negli spogliatoi durante l’intervallo, l’Ambrosia ha finalmente reagito nel terzo periodo, peraltro l’unico vinto (19-16). Nel momento di maggiore appannamento di Campli, però, i nerazzurri hanno pasticciato oltre il limite in fase offensiva, sprecando troppe chances per ridurre sensibilmente il passivo, come per esempio sul 50-60 al 28° e ancora a otto minuti dal termine sul -11 (56-67) e palla in mano per ben quattro volte. Il team teramano, graziato nel frangente in cui la stanchezza ha cominciato a farsi sentire e le idee nella costruzione del gioco si sono parecchio offuscate, ha fatto valere la malizia dei suoi elementi più navigati gestendo la situazione e incamerando la terza affermazione su tre trasferte.

Pochi gli spunti meritevoli di considerazioni positive per i biscegliesi, apparsi timorosi sotto le plance (il trio Di Giuliomaria-Fattori-Mirone ha intimorito e stoppato nell’area colorata, costringendo l’Ambrosia al 33% da due) e penalizzati sul perimetro da una pessima direzione di gara, che ha sorvolato troppo sui contatti fra gli esterni e impedito ai nerazzurri di giocare penetra-e-scarica: la prestazione orgogliosa del capitano Mauro Torresi non è stata di esempio per gli altri, incappati in una serata da dimenticare al tiro e in difesa. È mancata quella cattiveria agonistica indispensabile per avere la meglio di formazioni molto ben attrezzate e organizzate come Campli. Sarà doveroso fare tesoro di quanto accaduto, in casa biscegliese, per ripartire di slancio e riprendere il percorso di crescita del gruppo.

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