Unieuro Forlì-Pall. Trieste 63-67, ancora un'amara sconfitta per Forlì

Unieuro Forlì – Pallacanestro 2004 Trieste 63-67 (19-14; 34-30; 47-45)

Unieuro Forlì: Adegboye 14, Ferri 5, Johnson 19, Castelli 9, Amoroso 8; Bonacini 4, Pierich 2, Rotondo, Thiam 2; Paolin ne. All. Valli.

Pallacanestro 2004 Trieste: Pecile 2, Bossi 10, Green, Da Ros 13, Cittadini 4; Baldasso, Coronica 7, Simioni 1, Parks 30; Ferraro ne. All. Dalmasson.

Arbitri: Moretti – Pepponi – Buttinelli.

Note: 2.975 spettatori. Usciti per falli: Castelli, Amoroso; Baldasso, Green.

FORLI’ (FC) – Stessa storia, stesso ritornello, col finale che purtroppo ancora una volta non cambia: l’Unieuro è viva, lotta, arriva ad un passo dalla meta, ma ad uscire dal Palafiera col bottino pieno è Trieste. Gagliarda, come sempre nelle ultime settimane, la prova di Forlì, brava a tener testa ad una Trieste ritornata dalla pausa lunga col piglio delle giornate migliori, salvo ‘staccare’ improvvisamente la spina dal punto di vista mentale nel corso dell’ultimo periodo, totalmente di marca triestina. Ampio merito va certamente dato alla compagine di coach Dalmasson, squadra solida e quadrata che merita di stare in vetta alla classifica ora appaiata alle ‘regine’ Treviso e Virtus, ma i biancorossi forlivesi pagano a carissimo prezzo una serata nerissima dalla lunetta. Ricercare la causa ‘scatenante’ del ko nei numerosi errori ai liberi potrebbe sembrare quasi riduttivo, ma il 15/27 grida davvero vendetta.

E dire che tutto pareva finalmente girare per il verso giusto per l’Unieuro, o quantomeno sembravano davvero esserci tutti i presupposti per invertire la spirale negativa degli ultimi mesi. Ottimo l’approccio con la partita dei padroni di casa, abili a mettere ripetutamente in seria difficoltà gli avversari con un’avvolgente manovra offensiva condotta da un Adegboye sprizzante energia da tutti i pori: 10 all’intervallo per il nigeriano, con una ‘caterva’ infinita di decise penetrazioni al ferro ed una buonissima presenza in difesa. Trieste, dall’altra parte, nel momento di maggiore difficoltà si è letteralmente aggrappata alle giocate personali di un fantasmagorico Jordan Parks, giocatore atletico come pochi se ne erano visti in tempi recenti: saranno 30 per lui alla sirena finale (e fino a pochi giorni fa la sua presenza era in forte dubbio…), il ‘mattone’ portante del successo non può che portare la sua firma.

Spartito totalmente ribaltato, poi, al ritorno dall’intervallo. La sfuriata di coach Dalmasson negli spogliatoi, evidentemente, porta ai risultati sperati, con Trieste che torna in campo con grande determinazione ed una solidità difensiva non indifferente, vero marchio di fabbrica della squadra giuliana. Entrati negli ultimi 10′ di gioco, infatti, Forlì sembra quasi essere al tappeto, tramortita più a livello mentale che altro dall’imponente moto d’orgoglio avversario, anche se l’opportunità per rimettere in carreggiata l’incontro non manca. Ad 1’15” dalla fine (sul 58-61) un fallo antisportivo fischiato ai danni di Coronica può riportare avanti l’Unieuro, ma l’1/2 dalla lunetta di Castelli e la successiva tripla del potenziale +1 non danno i risultati sperati, consegnando di fatto la vittoria ai triestini.

Così un affranto Giorgio Valli in sala stampa al termine della partita: “Li abbiamo graziati noi, non possiamo permetterci di regalare tutti quei tiri liberi. Può capitare che giocatori che abitualmente tirano con buone percentuali sbaglino in lunetta, il problema è che ciò non può capitare a noi, noi dobbiamo essere perfetti e duri. Vero che siamo una squadra nuovissima, ma resta il fatto che non possiamo permetterci di sbagliare nulla, perchè anche la minima imperfezione ci condanna. Nel finale Adegboye ha tenuto troppo palla, e in queste due partite ha scoperto a caro prezzo che il livello di questa Serie A2 non è basso come si dice, anzi differentemente da molti altri campionati europei, anche la prima lega greca, scorribande e lay-ups non vengono permessi. Un nuovo giocatore per Reati? Forse, ma dobbiamo lavorare per dare tutti il 5% in più con quelli che abbiamo”. Queste, invece, le parole di Eugenio Dalmasson, tecnico triestino: “Forlì ha approcciato la partita come immaginavo, cioè con la cattiveria di chi gioca ogni domenica delle finali. Dopo un primo tempo floscio in cui dobbiamo solo dire grazie a Parks che ci ha tenuti in corsa, mi sono fatto sentire all’intervallo e di lì in poi ho avuto le risposte che desideravo. Alla fine ha prevalso il nostro essere collaudati e abituati ai finali punto a punto rispetto ai nostri avversari”.

Comunicato a cura di Ufficio Stampa Pallacanestro Forlì 2.015

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