Upea Capo d'Orlando, la prossima avversaria: Granarolo Bologna

da sito ufficiale Orlandina Basket:

L’avversaria: Granarolo Bologna 

La Virtus Bologna ospiterà l’Orlandina domenica 19 ottobre alle 18.15 alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO). Lo starting five all’esordio a Sassari contro la Dinamo è stato: Gaddy, Hazell, Gilchrist, Fontecchio e White. 
Il playmaker della formazione di coach Valli è Abdul Gaddy, 8 punti all’esordio contro il Banco di Sardegna così come Augustus Gilchrist, ala proveniente da Iowa Energy. In quintetto è partito anche Jeremy Hazell, 15 in 30’ di gioco. Hazell, MVP virtussino nel primo match stagionale (19 punti in 24’, con 6/11 dal campo e 12 di valutazione) si alternerà all’ex Virtus Roma Allan Ray nello spot di guardia. I due lunghi dello starting five sono Okaro White, 6 punti e 8 rimbalzi in 30’ contro Sassari, e Simone Fontecchio, 12 punti, 5 rimbalzi e 12 di valutazione. Dalla panchina uscira Matteo Imbrò per far rifiatare Gaddy, l’ex paladino Marco Portannese, che dovrebbe dar minuti di qualità a Gilchrist e Hazell, i due lunghi Mazzola, 4 punti e 4 rimbalzi all’esordio, e Gino Cuccarolo, lo scorso anno avversario dell’Orlandina in Gold con la maglia di Brescia.

 

Nicevic, l’anima dell’Orlandina

Paolo Cuomo – Gazzetta del Sud

Di negativo, ovviamente, c’è stato soltanto il risultato, che ha rovinato la festa per lo storico ritorno in A, ad appena sei stagioni dall’ingiusta esclusione. Tutto il resto va invece valutato e, soprattutto, giudicato in maniera serena e con un occhio benevolo. Ci sono sembrati, quindi, ingiustificati i malumori subito circolati su forum e social network, che mal si sposano con la leggerezza dell’essere e la passione del tifoso paladino. Criticare dopo appena 40 minuti di campionato uomini e situazioni di gioco è ingeneroso e non fa parte del DNA del popolo di Capo d’Orlando. Il traguardo riassaporato domenica sera è stato di tale portata che non può essere offuscato da una scelta tecnica poco felice, un errore al tiro, un passaggio sbagliato o dal rendimento di un playmaker che oggi va, comprensibilmente, a due all’ora e nei confronti del quale bisogna avere pazienza. Certo, è innegabile che l’Orlandina abbia perso una grande occasione per battere una Pistoia lontana parente di quella da playoff dello scorso maggio e per portarsi subito a +4 sulla Virtus Bologna (partita con due punti di penalizzazione), che proprio nel prossimo turno riceverà i biancazzurri. Ma i meccanismi non diventano perfetti in 45 giorni di preparazione, ci vogliono tempo e tanto lavoro per confermare sul parquet quanto questa squadra è in grado di esprimere e cioè un potenziale, a nostro avviso, da decimo posto e quindi fuori dalla bagarre salvezza. SI, perché con un livello generale che, come ha già dimostrato la prima giornata, si è abbassato sensibilmente (e al “PalaFantozzi” sono stati pochi gli sprazzi di qualità), l’Orlandina può imprimere il suo marchio. Con il costante supporto dei tifosi, che devono credere sempre nei nuovi americani (il confermato Archie è già una certezza) e in questo gruppo, costruito come altri 5-6 di questo campionato con pochi euro, ma in grado di regalare grandi soddisfazioni. Unico vero appunto dell’esordio (oltre ai troppi frizzi e lazzi che hanno preceduto l’evento cestistico, distogliendo un po’ l’attenzione dal parquet) è il ruolo di Sandro Nicevic. I suoi 38 anni non possono costituire un motivo di preoccupazione (leggi centellinare le energie). In questa Serie A la sua classe e la sua esperienza possono fare la differenza almeno sino al 2020. Ricordate Adam Wojcik nell’Orlandina più bella di sempre? Quando sbarcò in Sicilia aveva stessa età e uguale pedigree dell’ita-lo-croato. Nei primi due mesi e mezzo, quando coach Sacchetti puntò forte su di lui, il polacco rimase in campo quasi 22 minuti di media, segnando 11 punti con ottime percentuali e i paladini veleggiarono a lungo a sole due lunghezze dal secondo posto. Poi la crescita dell’idolo Howell fece calare il suo utilizzo. Adesso c’è una sostanziale differenza: Hunt non ci sembra ancora Howell, mentre Nicevic come Wojcik è un fuoriclasse e con un paio di finte, il tiro dalla mattonella e il suo grande mestiere in difesa, potrà stare sul parquet parecchi minuti in più dei 16 dell’esordio e diventare cosi il leader del “black power”.

 

Venza: «L’Orlandina ha già vinto»

Giuseppe Lazzaro – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO – Rammarico e propositi di riscatto. L’Orlandina si lascia subito dietro la sconfitta all’esordio contro Pistoia e guarda alla prossima sfida sul parquet della Virtus Bologna. «I tifosi – commenta il direttore generale Francesco Venza – hanno applaudito al termine e questo significa che la prima partita non è stata del tutto deludente, se non per il punteggio finale. C’è rammarico perché era una gara che si poteva vincere, ma non ci possiamo fasciare la testa al debutto che, comunque, ha avuto un valore importantissimo con il ritorno in A. Questa è la gioia più grande. Certo, se avessimo anche vinto sarebbe stata festa grande e completa. Non è stato così, ma siamo consapevoli di avere una squadra che potrà togliersi delle soddisfazioni». I primi 40 minuti hanno promosso la “vecchia guardia”, mentre sono stati rimandati tutti i nuovi americani, abbastanza sottotono se si esclude qualche lampo di Burgess: quali le cause? «Secondo me hanno influito i problemi di ambientamento e l’impatto con una categoria sconosciuta. La maggiore fisicità e cattiveria agonistica di Pistoia ha fatto la differenza per un successo, alla fine, meritato». – La “prima” cosa ha detto, soprattutto per le avversarie che non sembrano molto competitive e che hanno come obiettivo la salvezza? «Io non parlerei di formazioni deboli, ma di un gruppo che ha, come obiettivo, quello di evitare l’ultimo posto. Noi ci riteniamo in questo gruppo ed è normale che dobbiamo provare a raggiungere la permanenza prima della 30esima giornata per evitare trepidazione e tensione. Per esempio nella scorsa stagione, e Pecile ne sa qualcosa, Pesaro si è salvata all’ultima partita a spese di Montegranaro. Quest’anno nelle Marche hanno fatto la squadra ancora più giovane e sono convinto che soffriranno ancora. Nella lotta oltre a noi ed a Pesaro, inserisco anche Bologna e Cremona. Poi si vedrà». – Domenica trasferta proprio a Bologna, dove l’Orlandina ha vinto due volte in passato. Ritroverete un ex che lei ammira molto: Marco Portannese. «Si tratta di una gara alla nostra portata. Molto dipenderà dall’avvio, anche se non è detto, visto il 30 a 15 contro Pistoia, però subito annullato dai toscani. La costanza di rendimento farà la differenza. In questa fase, comunque, è positivo che le partite importanti arrivino adesso, prima di affrontare le squadre più forti. Chiaramente – conclude Venza – la speranza è quella di portare a casa più punti possibili».

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