Vanoli Cremona, aspettando la 200esima. Un anno di serie A al giorno: la stagione 2010/11

Un’annata di cambiamenti, quella del 2010/2011. Iniziò a soffiare il vento dell’est, con l’approdo in panchina di Tomo Mahoric al posto di Attilio Caja che incise molto sulla composizione del roster. Tra i tanti nuovi arrivi ne spiccò probabilmente uno per completezza tecnica e tattica, un fenicottero di due metri giunto direttamente dal Budivelnyk Kiev: Artur Drozdov. Silenzioso quanto efficace, un rebus tattico di difficile risoluzione per parecchi allenatori, Artur mise in mostra fin da subito il proprio vasto bagaglio tecnico, ritagliandosi un ruolo importante e accumulando cifre significative in parecchie voci statistiche, a conferma della propria poliedricità: chiuse infatti l’anno con 12.2 punti, 5.6 rimbalzi e 1.8 recuperi a partita in 34′ di utilizzo, diventando di fatto uno degli idoli della tifoseria.

LA SQUADRA – Dei protagonisti della salvezza della prima stagione rimasero solo Milic, Rowland, Formenti e Andrea Conti. Il rientrante Gm Flavio Portaluppi completò il roster con il “fighter” Jasmin Perkovic, il tecnico Blagota Sekulic (poi in luce in ACB e in Eurolega negli anni seguenti) e Joel Zacchetti sotto le plance, mentre per rimpolpare il reparto esterni la scelta cadde sul soldatino Je’Kel Foster e sul giovane scuola Siena, Lorenzo D’Ercole. A rinforzare il roster biancoblu arrivarono poi a stagione in corso Daniele Cinciarini da Pesaro e Riccardo Antonelli da Varese.

LA STAGIONE – Le ali di un entusiasmo decisamente palpabile tra i tifosi non bastarono per riuscire nell’impresa di battere due corazzate come Siena e Cantù, prime due avversarie stagionali, nonostante soprattutto con la Mens Sana rimase l’amaro in bocca a causa di un’incomprensione nel finale tra Rowland e lo stesso Drozdov, che costò di fatto il match. Nonostante i k.o. la squadra destò una buona impressione, inanellando poi infatti 5 vittorie in 6 partite prima di perderne 8 delle successive 9 avvicinandosi al baratro della retrocessione. Una nuova striscia di 4 successi in 5 gare riportò poi il sereno, con la Vanoli che concluse la stagione al 12° posto con un record di 12-18.

LA VITTORIA PIU’ BELLA – Arduo compito sceglierne una, anche se innegabilmente il roboante 103-79 con sei uomini in doppia cifra con il quale la Vanoli demolì la Cimberio Varese rimane uno dei ricordi più felici di quella stagione. Altro scalpo eccellente conquistato tra le mura amiche dai biancoblu fu quello della Benetton Treviso, spazzata via 91-72 con uno strabiliante terzo quarto e con un Drozdov, proprio lui, da 26 punti con 9/10 dal campo e 40 di valutazione.

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