Vanoli Cremona, aspettando la 200esima. Un anno di serie A al giorno: la stagione 2012/13

Un giocatore di indubbio talento, alla ricerca della dimensione giusta per poter esprimere al massimo il proprio potenziale. Un grande playmaker, con esperienza e traguardi alle spalle ma desideroso di trovare un ambiente a lui congeniale. Si potrebbe riassumere così il matrimonio tra la Vanoli Cremona e Luca Vitali, transitato da Siena, Montegranaro, Milano, Roma e Bologna prima di approdare sotto il Torrazzo. Un grande colpo per la Vanoli Cremona, che si assicurò di fatto il miglior playmaker che abbia mai calcato il parquet cremonese, ed un nuovo trampolino per Luca, desideroso di rivalsa. Alla fine quell’anno fu ancora una volta salvezza, con una seconda parte di stagione che risollevò un inizio complicato e con Cremona innamorata del proprio nuovo condottiero, che chiuse la stagione con 13.3 punti, 3.8 rimbalzi e 4.3 assist a gara con un ottimo 45% da 3.

 

LA SQUADRA – Lo sfavillante finale di stagione dell’anno precedente portò alla conferma in panchina di Attilio Caja, insieme a capitan Conti l’unico superstite della stagione 2011/2012, quella del decimo posto e delle 14 vittorie. Cremona puntò sulla fame e sulla voglia di mettersi in mostra di giocatori provenienti soprattutto dalla Legadue: vennero infatti firmati il play Aaron Johnson da Ostuni, Jarrius Jackson da Veroli e la coppia di nazionali finlandesi Shawn Huff e Tuukka Kotti, rispettivamente da Forlì e Imola. Per lo spot di pivot titolare la scelta cadde su Andrija Stipanovic da Caserta e l’ulteriore rinforzo sotto le plance fu l’ala lettone Janis Porzingis, con l’ex Venezia Lance Harris nello spot di ala piccola e Fabio Ruini ingaggiato come play di riserva. Il vero colpo di mercato arrivò però a settembre e fu l’ingaggio proprio di Luca.

LA STAGIONE – La partenza non è delle migliori e dopo una manciata di partite Porzingis viene sostituito con il talentuoso Hrvoje Peric, ex Treviso e Malaga. L’innesto tuttavia, almeno nell’immediato, non porta i frutti sperati e dopo il brutto k.o. interno contro Milano viene esonerato Attilio Caja, con la promozione del vice “Gigio” Gresta a capo-allenatore. La situazione migliore e la squadra inizia a cogliere vittorie importanti, anche se la frattura ad una mano di Vitali, rimpiazzato prontamente da Brian Chase, sembra complicare il cammino dei biancoblu. Sembra, appunto, perché lo “Sceriffo” si presenta con il canestro della vittoria a Bologna contro la Virtus. Il girone di ritorno, nel quale spiccano le prestigiose vittorie a Milano e in casa contro Siena, regala alla Vanoli un lumicino di speranza playoff ma l’infortunio di Harris contro Sassari e la sconfitta a Venezia lo spengono definitivamente, con i biancoblu che chiuderanno all’11° posto a pari merito con la nona classificata con un record di 13-17.

LA VITTORIA PIU’ BELLA – Andare a vincere a Biella con uno scarto di oltre 30 punti (59-92) senza Vitali e con il sostituto Chase non ancora firmato non fu cosa da poco, così come violare la Futurshow Station allo scadere e prendersi lo scalpo di Milano al PalaDesio, ma l’81-71 con il quale la Vanoli conquistò la prima storica vittoria contro Siena rimane il ricordo più entusiasmante di quella stagione. Grande protagonista fu, manco a dirlo, proprio Luca Vitali che sfiorò la tripla doppia con 17 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, conditi da 9 falli subiti e 34 di valutazione.

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