Vanoli Cremona, aspettando la 200esima. Un anno di serie A al giorno: la stagione 2013/14

Jumpshot, of course, ma anche spiccata capacità di attaccare il ferro. 191 centimetri di altezza, ma braccia lunghe e fisicità dirompente per marcare avversari anche più alti. Tiratore piazzato e in uscita dai blocchi, con quel piacevole vizietto di avere nel sangue l’essere decisivo quando conta. Questo fu Jason Rich per la Vanoli Cremona, un cavallo di ritorno vista la precedente esperienza del 2011/2012, quando arrivò a stagione in corso e prese in mano le redini della squadra a suon di canestri determinanti. Alla prima esperienza in maglia Vanoli Jason chiuse a quota 16 punti di media con un ottimo 57% da 2, al suo ritorno fece addirittura meglio, assestandosi sui 17.3 per gara, cui aggiunse 6 rimbalzi e 3 assist di media. Un punto di riferimento per la squadra, uno spauracchio per gli avversari.

LA SQUADRA – Rispetto alla stagione precedente, oltre a capitan Conti, rimasero solamente due pedine: Jarrius Jackson e Brian Chase. Per sostituire Vitali passato alla Reyer Venezia venne firmato Ben Woodside dal TED Ankara, che nel 2012/2013 era stato il miglior assistman di tutte le leghe europee, oltre ovviamente a Rich, che andò a completare il reparto esterni titolare insieme al confermato JJ. In un primo momento la società sembra puntare sull’ex Fortitudo e Milano Travis Watson e su Jamal Olasewere, ma nessuno dei due viene poi aggregato alla squadra. La Vanoli virò allora sul longilineo pivot Curtis Kelly e sul lettone Ernests Kalve. Per il ruolo di playmaker di riserva venne scelto il giovane scuola Virtus Roma Gianluca Marchetti, mentre per completare il reparto lunghi arrivarono il croato Šime Špralja e Klaudio Ndoja, che diverrà capitano dopo il ritiro di Andrea Conti, passato dietro la scrivania nel ruolo di Team Manager. Un brutto infortunio al ginocchio di Brian Chase portò all’ingaggio a novembre di Uroš Tripkovic, poi sostituito da Kyle Johnson per problemi all’anca e in gennaio il lituano Donatas Zavackas prese il posto di Kalve.

LA STAGIONE – L’avvio di stagione fu decisamente ostico. Le pur prestigiose vittorie contro Sassari e Cantù non bastarono a Gigio Gresta, che perse 7 delle prime 9 gare e venne sostituito in panchina dall’esperto Cesare Pancotto. Con l’ex coach irpino in panchina la situazione, almeno inizialmente, non sembrò migliorare ma i biancoblu centrarono poi un filotto di quattro vittorie consecutive che riportò il sereno. La salvezza venne ottenuta addirittura con quattro giornate di anticipo grazie alla vittoria all’Adriatic Arena contro Pesaro, con la Vanoli Cremona che terminò la stagione in 14° posizione.

LA VITTORIA PIU’ BELLA – I successi contro Sassari e Cantù furono indubbiamente belle soddisfazioni, al pari dello scalpo della Montepaschi Siena che andò poi a giocarsi la finale contro Milano. Rimane tuttavia marchiato a fuoco nella memoria il 96-94 con il quale Cremona si sbarazzò della Reggio Emilia del grande ex Troy Bell e di James “The Flight” White, dove Brian Chase si travestì da fenomeno: 29 punti in 19 minuti per lo Sceriffo, con 4/6 da 2 ed un irreale 6/7 da 3.

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