Vigilia di elezioni: tre domande alla squadra di Marco Tajana

Vigilia di elezioni: tre domande alla squadra di Marco Tajana
 
Legnano, 12 dicembre 2014 – Ci siamo, il momento della verità si avvicina. Domani, sabato 13 dicembre a Bologna, le società appartenenti alla Lega Nazionale Pallacanestro saranno chiamate a scegliere il nuovo Consiglio Direttivo che resterà in carica fino al Giugno 2016. Da una parte Marco Tajana, numero uno di Legnano, che vuole raccogliere il testimone di Graziella Bragaglio e dare continuità all’ottimo lavoro svolto dallo staff della Presidente del Basket Brescia; dall’altra Pietro Basciano, numero uno di Trapani, che lo scorso novembre è stato uno dei protagonisti della scissione all’interno del Consiglio.

A poche ore dal gran finale, abbiamo rivolto tre domande a quattro esponenti (uno per categoria) della squadra di Marco Tajana: Gianni D’Adamo (Gold), Marco Picchi (Silver), Vito Quinto (Serie B), Ezio Vaghi (Serie C).

1. Cosa pensi debba o possa cambiare, per la categoria che rappresenti, con il nuovo Consiglio Direttivo?

D’Adamo: “Con una doverosa premessa che mi vede nel mondo del basket da poco più di due anni, ho voluto in questi giorni interrogare tante persone che questo sport lo vivono da tantissimi tempo. Questi sono alcuni dei punti che ho voluto fare miei e che mi piacerebbe vedere realizzati:maggiore collaborazione con le federazioni di livello regionale;
gestione dei costi della Lega, che devono essere a supporto di reali servizi, riconfermando l’attuale attività svolta dalla Direzione della LNP e del suo staff;
cambiamento parametri per i contratti dei giocatori nel mondo dei dilettanti attraverso la stesura di un contratto comune che ponga meno vincoli vicini al mondo dei professionisti e dei procuratori;
abolire la possibilità di pagare multe all’interno della LNP per far giocare fuori quota in più rispetto alle norme vigenti: le categorie dilettantistiche devono rispettare questa natura;
possibilità di negoziare i premi NAS;
agevolare la partecipazione delle squadre di Gold a tornei europei attraverso il contributo economico idoneo a sostenere i costi di trasferta e allargando i numero di partecipanti alle prime 2 classificate: Pallacanestro Biella ha dimostrato di poter competere senza sfigurare nei primi gironi eliminatori”.
Picchi: “Penso che necessariamente si debba trovare una maggiore efficacia di azione nei rapporti con la FIP e i suoi organi. Oggi LNP rappresenta il vero motore del movimento italiano, serve un riconoscimento forte”.

Quinto: “La cosa fondamentale è che ci sia la stessa dignità all’interno del movimento. La Lega Nazionale Pallcanestro è un movimento unico, che deve tutelare tutte le società, dalla Gold alla Serie C, allo stesso modo. Ogni società deve poter avere voce in capitolo ed esprimere le proprie idee e proposte per il bene della pallacanestro”.

Vaghi: “Avrei piacere che le Società di serie C potessero ancora far parte di LNP: le migliori partecipando ad una serie B allargata e ridotta nei costi; le altre, pur partecipando ad un Campionato regionale, continuando ad usufruire dei servizi di LNP e dell’immagine derivante alla sua appartenenza”

2. Perchè credi che Marco Tajana possa essere l’uomo giusto per dare continuità ai 18 mesi in cui la LNP ha raggiunto traguardi così importanti?

D’Adamo: “Sicuramente la parola continuità rappresenta la migliore garanzia che Marco è la persona giusta. E’ di fondamentale importanza dare seguito a quanto fino ad ora è stato fatto e permettere di vedere nascere altri progetti. Spesso i cambiamenti producono scossoni che rallentano il cammino di una lega giovane che ha bisogno invece di stabilità per proseguire nel cammino che ha intrapreso”.

Picchi: “Marco è prima di tutto un amico, ma ancor di più un uomo che ha saputo dedicare tante energie alla pallacanestro ‘rubando’ tempo e denaro alla propria attività e alla propria vita privata. Servono persone cosi, animate solo da una grande passione e competenza”.

Quinto: “Marco è la persona giusta perchè ha una grande passione ma soprattutto una grande esperienza. Ha fatto la cosidetta gavetta in tutte le categorie inferiori e conosce sia le necessità che accompagnano una società nell’arco di una stagione sia le vicissitudini con cui ci si scontra quotidianamente nel mondo della pallacanestro dilettantistica. Insomma, conosce il mondo del basket davvero a 360 gradi”.

Vaghi: “Conosco Marco da quando eravamo rivali in C e B, e ho visto come ha trasformato la sua Società, portandola ai livelli attuali. Con lo stesso entusiamo, capacità e competenza, si è impegnato in LNP, prima come fondatore e poi come vicepresidente, contribuendo fattivamente ai successi di questa gestione: ha le idee chiare su cosa bisogna fare, conosce ed è sensibile alle problematiche delle società, dalla serie C in su”.

3. Il suo “avversario” è Pietro Basciano, socio di una prestigiosa squadra di A1: (come) pensi possa avere a cuore anche i problemi del dilettantismo?

D’Adamo: “Parlare di Basciano definendolo ‘avversario’ non mi piace, preferisco considerarlo un antagonista. Non so se Pietro sia la persona giusta e non so se perchè è stato scelto lui a rappresentare l’altra sponda. Quello che so è che la squadra di Marco è stata creata sui meriti delle persone: nel mio caso, ad esempio, sono stato chiamato a ricoprire un ruolo importante all’interno del Consiglio Direttivo perché rappresento la Pallacanestro Biella, squadra, che non io ma gli addetti ai lavori riconoscono come una delle società maggiormente all’avanguardia e che meglio utilizzano e sviluppano il settore giovanile”.

Picchi: ” Non conosco personalmente Pietro Basciano, ma mi permetto di dire che trovo curioso questo doppio ruolo in un’ottica di rivendicazione di diritti da parte di LNP nei confronti delle società di A1″.

Quinto: “Le cose che ho detto di Tajana credo possano valere, al contrario, per Pietro Basciano. Ovviamente non mi permetto di giudicare la persona, ma ritengo non abbia l’esperienza e il know-how necessari per guidare una Lega Nazionale Pallacanestro in un momento, per giunta, così delicato”.

Vaghi: “Ho conosciuto Basciano in C.D. di LNP e lo stimo come persona, ma non mi risulta abbia avuto, al contrario di Marco Tajana, esperienze in altri livelli: lui è partito dall’alto e non so quanto possa conoscere ed essere sensibile ai problemi della numerosa realtà che stanno al piano di sotto. Poi, il fatto che abbia candidato nella sua squadra molti G.M. mi trova completamente in disaccordo: LNP è la la Lega delle Società e in Consiglio Direttivo è giusto ci siano i presidenti come massima rappresentanza delle società stesse”.

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