Virtus Arechi Salerno, il bilancio del presidente Nello Renzullo dopo i primi sei mesi di vita del club

Sono trascorsi sei mesi da quando, a luglio 2017, Nello Renzullo ha deciso di intraprendere una nuova avventura. L’amministratore e proprietario del Centro di Riabilitazione Lars ha deciso di riportare a Salerno città un campionato nazionale di pallacanestro. E la sua nuova creatura, la Virtus Arechi Salerno, nata ex novo la scorsa estate, si è rivelata come la “matricola terribile” del girone D del campionato di Serie B Old Wild West, sfiorando addirittura la qualificazione per le Final Eight di Coppa Italia. Alla fine di un girone d’andata vissuto tutto d’un fiato e nel corso del quale il team blaugrana è stato tra i principali protagonisti, è giunto il momento di tracciare un primo bilancio della stagione 2017/18 proprio con il presidente della compagine salernitana. Ecco come Nello Renzullo ha risposto a dieci domande sul presente e sul futuro della sua giovane quanto ambiziosa società.

1) Com’è il bilancio che si sente di tracciare alla fine del girone d’andata, dopo che una squadra nata da pochi mesi e costruita ex novo ha conquistato 11 vittorie e 4 sconfitte?

«Possiamo tracciare sicuramente un bilancio positivo. Diciamo “bene ma non benissimo”. Effettivamente costruire una società ed una squadra in così poco tempo ed essere tra le prime al giro di boa è una soddisfazione, senza sembrare presuntuosi, si può dire che abbiamo fatto un buon lavoro».

2) C’è una partita che non ha “digerito” e che le piacerebbe poter rigiocare?

«Tornerei a giocare l’ultima partita, quella in casa del Palestrina. Nonostante una prova non soddisfacente da parte dei ragazzi, a metà del quarto periodo eravamo ancora in corsa. Peccato. Sarebbe bastato qualcosa in più da parte di tutti per qualificarci per le Final Eight di Coppa Italia».

3) Come giudica l’operato del diesse Corvo fin qui?

«Quando ho saputo che Pino era “sul mercato”, non ho esitato un attimo. Lui è un campione, uno vero. È stato un grande giocatore e da dirigente negli ultimi anni ha dimostrato che la pallacanestro la capisce realmente. Basta vedere i risultati che ha ottenuto negli ultimi anni. Non ho difficoltà ad ammettere che la costruzione della squadra è farina del suo sacco, io non conoscevo nessuno di loro. Mi sono fidato ed i risultati si stanno vedendo. E’ una squadra fatta da ragazzi splendidi, veri professionisti, soprattutto persone serie. Quindi il direttore merita ad oggi un 8 pieno. E’ stato lui il vero colpo di mercato».

4) Che impressione le ha fatto il lavoro svolto da coach Paternoster?

Per coach Paternoster potrebbe parlare da solo il suo curriculum. Ma oggi  anche i risultati confermano che ci troviamo di fronte ad un ottimo tecnico, un allenatore che ha sposato in pieno il “progetto Salerno”, anche lui è un uomo vero».

5) La squadra ha reso secondo le sue aspettative o ci sono giocatori che nella seconda metà di stagione potrebbero fare ancora di più?

«Come diceva il grande avvocato Agnelli “una cosa fatta bene può essere fatta meglio”. Mi attendo un crescendo delle prestazioni, una continua crescita complessiva della squadra nei prossimi mesi».

6) Qual è l’obiettivo per cui la sua squadra dovrà lottare nel corso del girone di ritorno?

«Senza nasconderci dietro un dito, alla luce dei risultati ottenuti nel girone di andata, l’obiettivo per cui stiamo lavorando sin dall’estate sono i playoff. E dunque arrivare almeno tra le prime quattro della classifica. Per una “matricola” sarebbe già un grande risultato».

7) Il 2018 si è aperto con l’ingaggio di un altro giocatore, il giovane Niang, è la testimonianza della volontà di provare a migliorarsi ulteriormente?

«Sicuramente, c’è volontà di fare bene e nell’eventualità in cui dovesse manifestarsi un’occasione importante, la valuteremo serenamente».

8) Parliamo di questi primi mesi vissuti a Salerno, si sarebbe aspettato in estate una risposta del genere da parte del pubblico? Nelle gare casalinghe ci sono state sempre diverse centinaia di persone sugli spalti…

«Il pubblico di Salerno è incredibile. Ogni volta è una emozione vedere gli spalti pieni, nonostante le concomitanze con altri eventi e nonostante il freddo pungente delle ultime settimane. Effettivamente il basket a livello nazionale mancava a Salerno da troppo tempo e sono orgoglioso di essere stato io a riportare questa fantastica disciplina in città».

9) E’ chiaro però che il PalaSilvestri è una struttura che rischia di risultare “stretta” se si volessero fare progetti ancora più ambiziosi…

«Il nostro progetto è serio ed ambizioso. Al momento opportuno verrà affrontato anche questo argomento con chi di dovere. Prima diventiamo concreti e poi…».

10) Qual è il suo augurio per il 2018?

«L’augurio è di quello di poter accarezzare i nostri sogni e concretizzare i nostri obiettivi».

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