Virtus Arechi Salerno, coach Menduto: "Orgoglioso del cammino della squadra. Per i playoff scommetto sui miei ragazzi!"

Un cammino straordinario per la Virtus Arechi Salerno di coach Menduto che, a pochissime gare dalla fine della post season, sta già cominciando a pensare a dei playoff che si preannunciano straordinari. L’allenatore blaugrana, in esclusiva per TuttoBasket, ha parlato del momento dei suoi giocatori, delle tante difficoltà superate e di una post season che si preannuncia infuocata.

– Sei vittorie consecutive per la Virtus Arechi Salerno che sembra proprio essere arrivata in forma per questo finale di stagione. I tanti problemi relativi agli infortuni hanno condizionato e non poco la stagione dei blaugrana che forse senza questi troppi grattacapi, avrebbero potuto insidiare anche le prime due posizioni. Come Orlando Menduto reputa il cammino dei suoi fino a questo momento?

“Sicuramente è un cammino ultra positivo, sono davvero molto soddisfatto  di quello che stiamo facendo in quest’ultimo periodo, ma come lo ero anche prima quando eravamo dilaniati dagli infortuni e qualcuno ha dovuto fare di più per sopperire ad alcune mancanze. Siamo a due punti dal secondo posto, forse senza quelle assenze nei momenti importanti avremmo potuto fare di più. Penso a Caserta e Palestrina dove ci sono state molte difficoltà. Questo però non toglie nulla al magnifico lavoro che i ragazzi stanno facendo.”

– Con il terzo posto ormai in cassaforte, vi avvicinate al match con Battipaglia, fanalino di coda del campionato e dilaniata da tanti problemi per tutta la stagione. I tuoi ragazzi stanno ricaricando le pile in vista della post season ma viste anche le ultime prove contro Reggio Calabria e Scauri, sembrano molto concentrati come se fossero degli uomini in missione. Quanto c’è della tua filosofia vincente nel loro atteggiamento?

“Spero ce ne sia tanta. Ad un allenatore non capita di imparare dai propri giocatori, quest’anno invece sta succedendo il contrario come ho detto già molte volte. Sono orgoglioso dei miei ragazzi per due motivi: eseguono un lavoro fantastico durante la settimana e anche perché come se ci fosse un processo di osmosi tra di noi, ci arricchiamo a vicenda sempre tenendo conto dei ruoli ovviamente.”

– Inutile dire che giocatori come Maggio, Visnjic, Leggio e Diomede fanno ampiamente la differenza in questa categoria. Molte volte però a sorprendere sono stati anche giocatori con meno esperienza come Czumbel, un fattore incredibile che non realizza tanto ma fa tante cose indispensabili nell’economia dei vostri meccanismi. Quanto ha inciso secondo te la voglia di giocatori come Mark nel vostro cammino fino a qui?

“Se questa è una squadra vincente lo è grazie a tutti i componenti. Quest’estate quando abbiamo allestito il roster, eravamo convinti che il ruolo di Mark sarebbe state un pò “ballerino”, tanto sarebbe dipeso dal suo approccio. All’inizio ha patito le gare di vertice perché il calendario ce le ha proposte subito e passare da un settore giovanile a gare del genere, è sicuramente diverso. Mark è però cresciuto, ci ha dato tanto nel momento di maggiore difficoltà, ha aiutato giocatori come Maggio e Diomede a reggere l’onda d’urto degli avversari, ed è riuscito a ritagliarsi lo spazio che merita. La scelta che abbiamo fatto quest’estate è risultata vincente, sono molto contento per lui.”

– In giro per la Campania molti addetti ai lavori sono convinti che Salerno, a qualsiasi livello e categoria, si sta facendo un ottimo lavoro per far risorgere la pallacanestro. Pensi che Renzullo, Corvo e Menduto siano degli ottimi testimonial per la rinascita di uno sport che fatica a venir fuori?

“Lo spero. Quando sono stato chiamato per guidare questa squadra, ero  molto orgoglioso di questa scelta, ho cercato sempre di impegnarmi al massimo per far capire che la scelta della società era stata giusta. Conoscevo già il presidente Renzullo da quando calcavo il parquet da giocatore ed ho sempre apprezzato oltre alle sue qualità manageriali, anche quelle umane. Pino Corvo ha vinto il premio come miglior ds dell’intera serie B, quindi si sa che avrà un grande futuro nel suo nuovo ruolo. Lo conosco da tanto tempo e sicuramente nel panorama cestistico italiano, saprà ritagliarsi lo spazio che merita. Io sono fiero ed orgoglioso di far parte di questo trio e ho il grande obiettivo di raggiungere dei risultati importanti. L’anno scorso dopo il mio arrivo, siamo arrivati in gara 5 di semifinale: all’inizio non veniva quasi nessuno a vederci, nella gara decisiva non c’era posto per tutti. A Salerno non è facile fare pallacanestro a questi livelli, non comprendo le motivazioni ma ho una mia idea che non mi piace esporre del tutto. Lo sforzo che un imprenditore fa e tutto il lavoro che c’è intorno, potrebbe essere il motore di qualcosa di nuovo. Può essere che il nostro cammino nei playoff possa attrarre qualche tifoso in più. Noi abbiamo subito cose clamorose quest’anno, cose che non si vedono per una squadra che lotta per le posizioni di vertice in serie B, situazioni che sicuramente a Palestrina, Reggio Calabria o Caserta non si verificano. Credo che questa squadra sia in grado anche di creare un circolo vizioso che possa far cadere campanilismi o fazioni: la pallacanestro è una, Salerno è una, al di là di qualsiasi situazione. L’importante è agire con i fatti affinché queste parole non vadano al vento.”

 

– Con la stagione regolare ormai alle spalle, tra poco vi tufferete completamente nella post season, dove intensità, peso specifico di ogni singolo possesso e motivazioni, cambieranno un po’ per tutti. Se dovessi scommettere sui tuoi ragazzi, quanto punteresti su una loro vittoria finale? Credi che riusciranno ad essere la squadra da battere in questi playoff che si preannunciano molto incerti?

 

“Probabilmente noi non siamo la squadra da battere, altre squadre hanno allestito roster importanti per puntare a vincere, un pò come abbiamo fatto noi, ma con scelte diverse. Credo che Caserta e San Severo siano le squadre più accreditate per la vittoria finale. Io punterei tutto su Salerno, non perché sono l’ allenatore, ma perché il percorso di crescita e di affiatamento tra i giocatori è stato importante. Mi sento di puntare sui miei ragazzi ma il discorso è un po’ più complesso. I playoff sono un torneo a sé, e ad oggi neanche il primo turno ha un esito scontato: misurarsi tanto con Corato, quanto con Bisceglie, sarà durissima. Ne siamo consapevoli, non vogliamo nasconderci e faremo di tutto come successo con Reggio Calabria in casa per vincere. Saranno partite dove l’emotività sarà alta e dove noi dovremo essere duri e non concedere nulla. Solo dopo aver superato il primo turno penseremo al resto, questo è il nostro primo obiettivo. Dopo aver fatto questo penseremo alle semifinali e poi quello diventerà il nostro prossimo obiettivo.”

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About The Author

Matteo Del Basso Matteo Del Basso, Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Salerno ed iscritto alla magistrale in Corporate and Communication dello stesso Ateneo, appassionato di sport ma soprattutto di pallacanestro. Collaboratore negli scorsi anni per NBA24 e attualmente per SalernoGranata.it.