Virtus Bologna, coach Ramagli avverte: "A Roseto ripartiamo dalle cose semplici per ritrovarci"

Virtus Segafredo ritrova il clima del campionato, dopo una lunga pausa nella quale ha visto i tre “golden boys” della prima squadra guadagnarsi il bronzo agli Europei Under 18, e le altre squadre del girone continuare a sfidarsi. Riparte da Roseto, in casa di una avversaria che fin qui, parola di Alessandro Ramagli, “ha fatto bene, molto oltre ogni aspettativa”, e che dopo due sconfitte in trasferta a Ravenna e Piacenza ha tutte le intenzioni di voltare pagina. Rientro delicato, insomma, e il coach bianconero non si nasconde.

“Sappiamo che troveremo un campo molto caldo, uno dei due o tre campi dove il pubblico si sente di più. Sappiamo che troveremo una squadra arrabbiata, che finora ha fatto veramente molto bene, e che ha grandissime qualità offensive, la seconda quanto a produzione di punti per palloni giocati nel nostro campionato. E sappiamo che utilizzeranno tantissimo la difesa a zona, come è nelle loro corde. Ci aspettiamo tutto questo, ma se mi chiedete quanto siamo pronti, quanto stiamo bene e quanta energia abbiamo, allora non ho risposte. Inutile nascondersi dietro ai luoghi comuni: sappiamo tutto, ma qualcosa che riguarda noi stessi lo scopriremo soltanto domani sera”.

Lontani da un campionato in movimento: situazione che andava gestita, come è stato fatto, ma senza conoscere fino in fondo gli effetti che tutto questo potrà provocare al rientro.

“Il succo della questione è certamente non aver avuto i giovani della prima squadra per un lungo periodo. Tutto nasce da quello, abbiamo cercato di tenere il motore in folle, perché dovevamo anche recuperare Ndoja, non abbassare troppo il volume di lavoro, aspettare i tre ragazzi impegnati nell’Europeo, fare delle amichevoli per tenere vivo il ritmo. Se tutto questo sarà stato produttivo lo impareremo. Certo, non mi sarebbe dispiaciuto che al rientro ci fossimo allenati almeno due giorni insieme, invece dopo cinquanta minuti del primo allenamento a squadra ricongiunta Oxilia si è rotto il naso e Spissu si è fatto male al piede. E non abbiamo potuto ricreare quel clima rusticano che avremmo voluto”.

Spiega, il timoniere, che in questi casi è sempre meglio non riempire la testa dei giocatori di concetti e progetti, ma piuttosto essere realisti e concreti.

“Bisogna sempre pensare a quello che si deve fare, in questo caso alle tre cose necessarie per battere Roseto. Serve a metterci “on the same page”, perché noi da diciotto giorni siamo su pagine diverse. Il modo migliore per tornarci è sapere che si devono fare quelle due tre cose in attacco, quelle due tre cose in difesa. Sono sicuro che se ci focalizziamo su questo giocheremo la partita come si deve giocare. Abbiamo cercato di lavorare sul pratico, di semplificare, lasciando la filosofia a Platone e a Kant. Analizzando le prime dodici partite che abbiamo giocato, non siamo eccellenti in nessuna statistica, non abbiamo di fatto un punto di forza in attacco ma possiamo far male in tanti modi, non abbiamo una qualità specifica difensiva ma siamo efficienti in moltissime parti del gioco. In questo caso era necessario razionalizzare molto, o saremmo arrivati impreparati”.

C’è un ritmo da riprendere, e la cavalcata delle sette vitttorie in fila (striscia ancora aperta) è lontana nel tempo. Inutile, spiega Ramagli, riallacciarsi a quei momenti.

“Non possiamo parlare di continuità con quei successi, sono venti giorni che non facciamo partite di campionato. Certamente avremo Ndoja in campo, ed è una bella notizia. Non aspettatevi però di vedere Klaudio al massimo, oggi non è nemmeno ai livelli del 15 agosto, quando arrivò pure troppo allenato. Da tre mesi ha fatto pochissimo, nell’ultimo mese non si è nemmeno allacciato le scarpe. Stiamo parlando di un giocatore che dovrà essere riaccompagnato serenamente sulla strada del ritorno, senza chiedergli troppo. I compagni sanno che avranno accanto un giocatore con esperienza, vissuto cestistico, equilibrio per dare una mano. In questo momento non gli si deve chiedere altro”.

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