Virtus Bologna, coach Ramagli: "Imola sta cambiando pelle, sarà una sfida pericolosa"

Non si fa illusioni, Alessandro Ramagli. Arriva l’Andrea Costa e il coach di Virtus Segafredo sa bene che, pur col denominatore comune rappresentato dal timoniere Ticchi, sarà un’altra storia rispetto alla partita dell’andata al PalaRuggi.

“Imola è passata dalla Banda Bassotti a una nuova fisionomia con un giocatore di 208 in numero 4 e con Maggioli in posizione da centro, che ha spostato verso il basso le ali e le ali forti, completando il tutto con un giocatore come Hubalek, che ha dato alla formazione una struttura diametralmente opposta. Pur mantenendo le caratteristiche di squadra coesa, con un sistema di gioco collaudato, ha molte più situazioni che coinvolgono i lunghi sotto canestro, e moltissime azioni che riguardano Cohn coinvolto in situazioni di blocco sulla palla. Filosoficamente è una trasformazione significativa. Ed è una squadra molto pericolosa, proprio perché sta cambiando pelle, e certamente non ha le caratteristiche che le erano tipiche nel girone di andata”.

Dopo il derby, un nuovo derby. Meno storia, s’intende, meno tradizioni, ma un’altra sfida da giocare sull’asse della via Emilia, dopo due vere battaglie contro Fortitudo e Assigeco. Ramagli guarda negli occhi i suoi uomini, sa cosa attendersi da loro.

“Ho ritrovato la squadra che mi aspettavo. Disomogenea quanto a condizione fisica, ma con le stesse qualità caratteriali e morali. C’è una distonia tra come stiamo dal punto di vista fisico e il carattere che mostriamo. Siamo usciti da tre vere battaglie, ed uscire tutte le volte col referto rosa in mano dal punto di vista caratteriale è un bel segnale. Dal punto di vista fisico dobbiamo ritrovare i canali di gioco, le abitudini tecniche. In questo chiaramente l’assenza di Ndoja ci penalizza: la nostra ala forte titolare nel girone d’andata ha giocato due partite con una caviglia gonfia, le altre per farci un favore. Io non piango mai, ma queste cose non le dimentico”.

A Piacenza tutti hanno palesato stanchezza dal punto di vista fisico. Anche i giovani che, il coach l’ha sempre ricordato, durante la pausa non hanno certo riposato, giocando sei partite in sette giorni all’Europeo Under 18.

“Risposte non me ne aspetto domani, le ho già avute in questi due soli giorni pieni di lavoro, giovedì e venerdì. Ma non mi aspetto nemmeno un andamento “tipo” della squadra: ci è stato detto che vincevamo dominando, poi che vincevamo non tirando da tre, ora che vinciamo in rimonta. Vincere o perdere non dicono tutta la verità sullo stato di una squadra, le vittorie e le sconfitte sono il nostro compagno di viaggio, ma se l’analisi si ferma lì abbiamo solo delle mezze verità, se non vere e proprie bugie. In questo momento in cui la condizione fisica non è omogenea non possiamo esprimere una pallacanestro come marchio di fabbrica, i nostri risultati possono arrivare con modalità diverse”.

Dopo Imola, arriverà un periodo finalmente meno frenetico. E la possibilità di chiudersi in palestra a ritrovare buone vibrazioni.

“Le prossime due settimane ci daranno più omogeneità nella proposta tecnica durante gli allenamenti, potremo lavorare di più e ritroveremo molto dal punto di vista tecnico. Spero ci possa servire anche per ritrovare omogeneità dal punto di vista fisico. Poi inizierà un ciclo nel quale si giocherà e basta. Quello che dovremo fare per ritrovare equilibrio lo dovremo fare nelle prossime due settimane, ed eventualmente, se dovesse essere, anche inseguire un giocatore in quel periodo. Se non ci sarà nessuno da iinserire nel roster, lavoreremo su questo. L’eventuale innesto? Purtroppo in questo momento il mercato non lo fa la Virtus, lo fa il mercato stesso. Sarei contentissimo di trovare il clone di Klaudio, magari Mauro Ndoja al posto di Klaudio Ndoja… ma è possibile che si debba fare qualche cambiamento, se dovesse arrivare un giocatore con caratteristiche diverse”.

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