Virtus Bologna, parla coach Valli: "Il lavoro ben fatto deve darci fiducia"

Obiettivo Lavoro abbonata alle sfide con le prime in classifica, e per giunta in trasferta. Dopo la sconfitta in casa della Vanoli, Giorgio Valli ha compattato la sua truppa in vista del viaggio verso Trento, e della sfida alla Dolomiti Energia di domani sera (palla a due alle 20.30). Un giorno in meno per raddrizzare il timone, con impegno e consapevolezza.

“E’ stata una settimana più corta del previsto, ma i ragazzi hanno lavorato in modo molto consistente, in particolare Pittman perché sa che deve tenere un certo profilo tecnico-atletico. Gli infortunii  hanno ostacolato il suo processo di crescita, ora esce dalla settimana di allenamenti più intensa, penso, della sua carriera. E’ un bene prezioso, una risorsa importante per noi: a volte commette falli, a volte gliene fischiano di quelli che potrebbero essere evitati, sta a lui capire velocemente il menu che gli offre questo campionato. Starà a lui evidenziare certi contatti che subisce, starà a noi proteggerlo un po’ di più. Per il resto la situazione è discreta, purtroppo Mazzola è stato colpito da un virus intestinale, in questi giorni ha lavorato al 25%: ci sarà, ma non sarà nemmeno il cugino scarso di Valerio. Ci adatteremo, contro una squadra che fa dell’atletismo un punto di forza, e che può contare su un nucleo di persone che lavora da tanti anni insieme. Una squadra molto, molto in forma, che trae anche dalle partite di Coppa esperienza e vitalità”.

L’ultima trasferta è stata rivista e ripensata. Le cose buone viste per trenta minuti, quello che non è girato nel verso giusto dopo.

“Dopo Cremona, Fells si è voluto scusare col gruppo, non gli era mai capitato in carriera di giocare una partita così al di sotto degli standard, ma succede a tutti, anche ai grandi campioni. Racconto questo per dire che c’è consapevolezza del fatto che solo il gruppo può vincere certe partite, lavorando tutti insieme. Questa volta giochiamo con una squadra che è in gran forma, con un roster lungo, la partita sarà dura ma niente è impossibile, il lavoro ci sta dando coraggio, c’è grande spirito di collaborazione. Ovvio che le vittorie danno fiducia, ma intanto cominciamo ad essere positivi e a caricarci l’un l’altro. Abbiamo bisogno di raccogliere punti, non importa se in casa o fuori. Ci occorre qualche vittoria che ci dia fiducia e serenità, al tiro soprattutto”.

 

Dopo la sconfitta di Cremona non c’è stata una caccia alle responsabilità, semmai il tentativo di capire e correggere.

“Io tengo per me quello che ho individuato, tutti facciamo errori, io per primo. Ma i panni sporchi si lavano in famiglia. Il messaggio non deve essere “di chi è la colpa”, ma “come rimediare al problema”. E’ la forza dei gruppi vincenti. Se facciamo passare questo messaggio diventiamo più tolleranti, più collaborativi. Tanti errori oggi arrivano dai tiri da fuori sbagliati, perché in area c’è affollamento. E questo vale per tutti. Questo è un campionato che va avanti per break, perché la pallacanestro oggi è fatta in maniera tale per cui la maggior parte delle azioni porta a un tiro da fuori dopo due, tre passaggi. I destini sono spesso legati al fatto che la palla entri o meno. Sono tiri spesso anche buoni, che però se sbagli innescano un contropiede. Dobbiamo prendere serenità nel tiro da fuori contro Trento, e fidarci del nostro lavoro. Provare ad aggirare il muro di Trento proprio con questa fiducia”.

“A Cremona, certamente, qualcosa non mi è andato bene. Vorrei meno superficialità, per quanto inconscia, in certi momenti della partita, bisogna essere più concentrati sul problema. Non si può mai abbassare il livello di guardia della concentrazione. Contro la Vanoli abbiamo subìto 7 punti in 18 secondi, palla in mano. Dobbiamo lavorare, e l’abbiamo fatto, su questi errori”.

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