Virtus Bologna, racconto di una notte bianconera

RACCONTO DI UNA NOTTE BIANCONERA

di Alessandro Cillario

Lo spirito di un gruppo è l’anima della pallacanestro che questo stesso gruppo mostra in campo. Qualsiasi giocatore di basket, di qualsiasi categoria, ne è ben consapevole. E’ stata una serata passata in allegria quella alla discoteca La Capannina. Iniziata con la cena di tutta la squadra, lo staff bianconero e i soci della Fondazione Virtus. Terminata con musica e festa, il locale aperto ai tifosi, pronti a ballare e divertirsi insieme ai giocatori delle Vu Nere. Trovavi il capitano Ray pronto a scattare foto con i ragazzi, Giorgio Valli intento a disquisire con alcuni Forever di pallacanestro giocata e non solo, Mazzola arringatore di tutto il gruppo degli italiani, Cuccarolo – vincitore in eleganza con papillon e camicia candida – pronto a salutare ogni nuovo arrivato. 

Ci sono cose che si percepiscono a pelle. Fra queste c’è anche la coesione di un gruppo. Ieri sera si è vista durante la cena. Valli e Allan Ray sono chiamati a dire qualche parola dopo il Presidente Villalta. Mentre il coach parla, il capitano lo abbraccia facendogli sentire la sua vicinanza. Non è banale, non è scontato. Viene il suo turno. Poi una piccola magia sconvolge la scaletta: Ray chiama Mazzola, che saluta e ringrazia i presenti. Poi Mazzola chiama Cuccarolo, e si prosegue. Ognuno si racconta vincendo la timidezza, gli americani abbozzano anche qualche frase in italiano. C’è chi manifesta l’emozione per la sua prima esperienza fuori dagli Usa, chi sottolinea l’affetto del pubblico, chi ringrazia i presenti per il loro sostegno. In pochi minuti tutta la squadra è in piedi: un gruppo di ragazzi giovani, desiderosi di dimostrare tanto al mondo e a se stessi, pronti a dare tutto in campo e innamorati dell’affetto del loro pubblico. Durante la cena non ci sono posti assegnati, perché questa è la Virtus. Un luogo dove, nel rispetto dei ruoli e della professionalità di ciascuno, tutti possono sedere allo stesso tavolo. Ed è questo che sentono anche i ragazzi, che essendo così giovani non hanno bisogno solo di una squadra, ma anche di una piccola famiglia. Tutto dura qualche ora. Da oggi si riprende con il lavoro quotidiano, fatto di impegno e sudore, vittorie e sconfitte, rabbie e soddisfazioni. Ma questa lieta parentesi rimane. La parola torna al campo, che ogni domenica mette alla prova, regalando sogni o delusioni. Consapevoli però che anche quello che c’è attorno, a questo campo, può fare la differenza.

Ufficio Stampa e Comunicazione

Virtus Pallacanestro Bologna

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