Virtus Bologna, Ramagli: "Casale è un pericolo, misureremo la nostra capacità di essere squadra"

Alessandro Ramagli è pronto, e con lui la sua truppa. Virtus Segafredo affronta domani (palla a due alle 18) la Novipiù Casale nel primo atto dei playoff di Serie A2. Lo farà in un contesto nuovo, da padrona di casa sul parquet del PalaDozza, come non succedeva da due decenni. Lo farà contro un avversario i cui uomini chiave hanno un passato bianconero, caricato da un finale di stagione in crescendo.
“Casale ha disputato un ritorno di campionato molto significativo, con una forte impronta difensiva. Con un gruppo consolidato e una guida tecnica sicura. Tomassini e Blizzard sono guidati da Ramondino dai tempi di Veroli. Di Bella lo conosco bene, esordì con me in Serie A, tanti anni fa. Gli stranieri sono Tolbert e Nikolic, che qui conosciamo perché giocò in Fortitudo e ha subito un infortunio, per cui non sappiamo nulla della sua situazione, se ci sarà e in quali gare. Poi ci sono giovani conme De Negri, un piccolo Blizzard, e Severini”.

“Insomma, una squadra di temperamento, con una marcata impronta difensiva, e non per nulla ha la miglior difesa della Serie A2 dopo Treviso. Usa il pressing e abbassa il numero dei possessi, mentre in attacco gioca control game con una grande condivisione della palla. Molto pericolosa, anche perché sta giocando sull’onda dell’entusiasmo, scomoda perché sa sporcare le partite con situazioni tattiche sempre variabili”.

“Per noi sarà un test importante, per misurare la nostra capacità di essere squadra anche di fronte a situazioni tattiche che cambieranno durante la serie”.

“Affrontiamo i playoff con un Gentile in più. Oggi abbiamo otto senior e quattro under, abbiamo maggiori rotazioni di giocatori esperti, e un uomo in più di grande personalità, che sa affrontare le partite che contano col giusto atteggiamento. Ha la capacità di entrare nel gruppo nella maniera giusta, ci arà impatto difensivo, playmaking e punti, e l’esperienza di giocare partite “do or die”.

“Come cambierà la Virtus lo vedremo in campo. Di certo, il gioco cambia moltissimo, viene limitato quello sul perimetro e aumenta quello interno, la capacità di attaccare l’area diventa importante. Il playoff esalta le cose semplici, come la capacità di controllare rimbalzi e palle perse”.

“Il PalaDozza sarà una novità, ma se si gioca bene a pallacanestro lo si fa su qualunque parquet. Certo, dovremo fare adattamenti e farli in modo veloce. Io sto come stavo il primo giorno di questa avventura. E’ certamente il momento più bello, l’adrenalina si alza. Ma sono abbastanza vecchio per tenere sotto controllo le emozioni”.

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