Virtus Bologna, Ramagli: "A Pistoia per giocarci le nostre carte"

Tre partite alla fine della regular season, e Virtus Segafredo parte per uno dei suoi “viaggi brevi”, soltanto l’Appennino da varcare per presentarsi in casa della The Flexx Pistoia di Vincenzo Esposito (PalaCarrara di Pistoia, palla a due domani, domenica 29 aprile, alle 18.00) e cercare di fare un passo importante nel cammino verso i playoff, obiettivo che resta nel mirino della truppa bianconera. Tocca ad Alessandro Ramagli analizzare un avversario ostico e raccontare una Virtus rinnovata dall’arrivo di Jamil Wilson.

 

“Pistoia ha giocatori stranieri esperti, a partire dagli americani e da un elemento come Ivanov, che sa come far spendere falli all’avversario. Con loro un bel gruppo di italiani. E’ un gruppo che ha già raggiunto il suo obiettivo stagionale, e gioca in casa pronto a vendere cara la pelle contro la Virtus, che anche per questioni di vicinanza accende un sentimento di rivalità. Dovremo fare attenzione al loro attacco, pericolosissimo quando si accende. Cercheremo di giocarci le nostre carte, è importante per noi riuscirci”.

 

“Jamil Wilson ha alle spalle gli allenamenti di giovedì e venerdì, oltre alla rifinitura tecnica di oggi. Giovedì è stato un allenamento complesso, c’era il fuso da smaltire e c’erano i ritmi da ritrovare. Venerdì l’ho visto meglio. In due giorni, inserirlo in un contesto preciso è difficile, ma intanto è un uomo in più, e poter contare su un giocatore in più nelle ultime tre partite è importante. Lo considero un giocatore di qualità, che può giocare in diversi ruoli anche se quello di ala forte mi pare quello che gli si addice di più. Gli chiederemo un impegno ad ampio raggio, anche per quanto riguarda la fisicità potrà darci una grossa mano. Ha atletismo in corpo”.

 

“L’effetto della sconfitta di Varese? Noi ora stiamo vivendo un po’ alla giornata, in quella partita abbiamo messo tutto in campo e lo sappiamo, questa settimana siamo ripartiti in modo sereno. Poi, l’arrivo di Wilson ha cambiato un poco l’aria, anche a livello tattico. Sono novità che levano di torno i pensieri e ti fanno ragionare del presente e del futuro, non più del passato”.

 

“Vivere alla giornata è diventata un po’ un’abitudine, di questi tempi. Perdiamo un giocatore, ne arriva uno nuovo, ne perdiamo un altro per una roba che non ho mai visto in trent’anni di carriera, e di fatto è ancora ricoverato in ospedale (Michael Umeh, ndr). Tutto questo fa pensare poco a quello che è successo, anche nel recentissimo passato. La vittoria di Torino? Sembra sia passato un anno. Dobbiamo essere bravi a pensare giorno per giorno, perché le cose possono cambiare in fretta”.

 

“Alessandro Gentile sta ancora facendo terapia, all’inizio della prossima settimana capiremo meglio la sua situazione, e se potremo chiedergli l’impegno di essere disponibile contro Avellino”.

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