Virtus Bologna: vittoria nello scrimmage contro Stanford University

OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA 75 (13; 14; 27; 21)

STANFORD UNIVERSITY 63 (12; 26; 12; 13)

OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA

#1 PITTMAN -19 (6/9 da 2, 7/11 tl, 4 rim)

#2 FABIANI – 0

#6 VARRONE – 0

#7 VERCELLINO – 0

#9 GADDY – 9 (3/7 da 2, 0/1 da 3, 3/4 tl, 4 ast)

#11 WILLIAMS – 3 (1/2 da 2, 0/1 da 3, 1/2 tl)

#13 FONTECCHIO – 9 (2/6 da 2, 1/6 da 2, 2/3 tl, 5 rim)

#14 MAZZOLA – 7 (2/4 da 2, 0/2 da 3, 3/4 tl)

#15 OXILIA 3 – (1/1 da 3)

#20 GRAZIANI – 1 (1/2 tl)

#24 ODOM – 11 (1/6 da 2, 3/6 da 3, 5 rim)

#25 RAY – 13 (4/12 da 2, 1/5 da 3, 2/2 tl)

ALL. VALLI

OL BOLOGNA : (T2: 19/46, T3: 6/22)

STANDFORD UNIVERSITY

#1 SANDERS – 0

#2 CARTWRIGHT – 2

#3 ALLEN Malcolm – 1

#10 HUMPHREY – 0

#11 PICKENS – 10

#14 SHEFFIELD – 1

#15 ALLEN Marcus – 16

#20 SHARMA – 2

#21 WALKER – 2

#22 TRAVIS – 19

#25 ALLEN Rosco – 10

#30 VERHOEVEN – 0

ALL. DAWKINS

1000 spettatori al PalaGira

Un PalaGira stipato in ogni ordine di posto, un entusiasmo non comune per questa Obiettivo Lavoro, oltre 1000 persone sugli spalti per lo scrimmage con Stanford che possono godere solo di 13 minuti di basket a Ozzano (interrotta anche la diretta TV di Trc), complice la rottura del tabellone a causa di una schiacciata andata male di Pittman. Più di un quarto dei presenti si trasferisce nel Palasport di Castel San Pietro (nutrita anche la truppa di parenti della squadra americana) che ha ospitato d’improvviso il resto del match.

Relativamente poche le indicazioni quindi che si possono trarre dal primo stint, dove si é commemorata la scomparsa di Di Nallo, e dove si sono raccolti fondi per l’acquisto di 3 defibrillatori per le palestre del comune di Ozzano, molto più significativo lo sforzo dopo la pausa forzata, anche se le gambe sono ancor lontane dal top. Le parole di Coach Valli le trovate in coda al commento della gara.

Assenti Cuccarolo e Vitali all’ultimo momento per un risentimento al flessore della gamba destra, il match ha regole italiane, con azzeramento del tabellone a ogni frazione e senza limiti di falli. La Virtus é a inizio preparazione e si vede: i meccanismi sono lungi dall’essere oliati e i giocatori cercano di eseguire gli schermi chiesti dallo staff tecnico e solo Ray improvvisa in solitaria. I californiani si impegnano e rendono l’impegno ostico, per i bianconeri domina l’attacco il capitano con Gaddy generale in campo. Le vunere sono imprecise da 3 e coach Valli non perdona le disattenzioni difensive (Oxilia panchinato senza remore per mancate chiusure difensive). Nel secondo quarto la Virtus soffre a trovare la via del canestro, viene cercato continuamente Pittman sotto le plance con alterne fortune, fino al momento in cui il pivot texano si fa spazio per schiacciare. Affondata che non porta i 2 punti e porta alla rottura del cristallo del tabellone che di fatto chiude l’amichevole a Ozzano. Dopo il trasferimento a Castel San Pietro, si ricomincia dopo circa un’ora, e subito il ritmo si alza ma sono gli universitari a comandare (strepitoso e implacabile Marcus Allen) e coach Valli nei timeout puntualizza schemi e riporta un po’ di ordine. Il secondo quarto viene ampiamente perso complice una difesa rivedibile e dopo una brevissima pausa si ricomincia ma la qualità di gioco non soddisfa l’allenatore bianconero, che non manca di sottolinearlo ai suoi (palla troppo ferma e schemi lontani dal desiderato) che si scuotono. Mazzola dá la carica, Odom segna la tripla dopo diverse iniziative buone da sfortunate e anche Williams da il suo contributo. Pittman strappa gli applausi per un canestro da ballerino con fallo annesso ma ancora di più ne prende Shàrma per una sequenza notevole (stoppata bimane sul texano con il numero 1 e bimane nel traffico dall’altra parte). Gaddy pur a corto di condizione comincia a carburare e serve i compagni che vanno in ritmo e allungano, vincendo bene il parziale. Lo staff allena ogni singola azione, Pittman sfrutta la sua stazza e il suo talento per dominare, alcune buone cose si vedono già anche a livello di collettivo (il press a tutto campo, difesa di squadra) e il pubblico apprezza. L’ultimo quarto é meno fluido e aumentano gli errori al tiro, la OL è più intensa ed esperta dei futuri scienziati in maglia rossa allenati dall’ex NBA Dawkins e chiude vincendo l’aggregato e tre quarti su quattro.

Le parole del COACH :

É stata una partita vera, Stanford ha giocato sul serio ed é stato molto più che uno scrimmage, li abbiamo subiti nel secondo quarto ma li abbiamo ripresi con La difesa. Mi é piaciuto l’atteggiamento dei nuovi che hanno capito come abbiamo lavorato l’anno scorso e si stanno adeguando a questi standard, specialmente in difesa”.

Prossimo appuntamento – ad Anzola Emilia, alle 19, contro la Brown University.

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