Virtus chiama, Fortitudo risponde. "Basket City" ha ancora fame

Virtus e Bologna si sa, sono due facce della stessa medaglia;  sono le due diverse, ed opposte, dimensioni di “Basket City”. Una volta scelta la fazione di riferimento non si può tornare indietro, è come un marchio che resta indelebile sulla pelle. Ora, dopo anni di gloriosi successi, entrambe le squadre militano nel limbo della A2; potrebbe tuttavia essere una situazione solo passeggera. Lo scorso anno le ambizioni della Fortitudo vennero stroncate “solo” da una grande Leonessa, di nome e di fatto, Brescia. Quest’anno entrambe hanno voglia di massima serie, “Basket City” non può accontentarsi della A2. La Virtus sembrerebbe la squadra più attrezzata per ricoprire il ruolo di dominatrice della competizione; mai sottovalutare però il cuore e la grinta della F. Proviamo a conoscere meglio il momento delle due bolognesi in questi playoff.

Virtus Bologna: si sogna in grande

La RS lo aveva fatto presagire, i playoff l’hanno confermato: la Virtus è padrona del suo destino. L’impressione che si ha vedendo gli uomini di coach Ramagli è che possano vincere o perdere con la stessa facilità. Quando riescono a mantenere alta la concentrazione sono una squadra dominante; quando invece si lasciano andare, commettono errori banali, spesso decisivi. Analizziamo le gare contro Casale e Roseto.

La Novipiù di certo non aveva le armi per potersela giocare con la Segafredo, eppure spesso la voglia fa la differenza. In gara 2 Casale aveva semplicemente più entusiasmo e ha avuto la meglio di una Virtus spesso fuori partita. Quello che caratterizza le grandi squadre è però la capacità di rialzarsi in fretta; già in gara 3 i bolognesi mettono una grinta diversa e portano a casa la partita. Gara 4 è una passerella per Spissu e compagni: 70-54.

Nelle due partite contro Roseto c’è tutto ciò che di buono e meno buono la Virtus ha da offrire. In gara 1 la Segafredo tratta con superficialità l’impegno con gli Sharks; quasi sottovalutando l’avversario. La riposta degli abruzzesi è stata di alto livello: un sonoro 92-81 che fa male più a livello al morale che alla serie. La peggior prestazione dei bolognesi in questi playoff, forse addirittura la più brutta gara della stagione. Bisogna trovare subito le forze per rialzare la testa. In questi momenti complicati c’è bisogno degli uomini di maggiore esperienza e “garra”: gara 2 è dominata infatti da Claudio Ndoja 18 punti tante piccole e grandi cose. Il punteggio finale basterebbe a riassumere tutta la partita: 93- 66 non c’è mai stata storia.

Ora la Virtus si avvicina a gara 3 con qualche dubbio ma anche con molte certezze. Per la Segafredo l’imperativo è vincere; vincere per sognare in grande

Fortitudo Bologna, cuore e talento da serie A

Talento, ambizione e quel pizzico di follia che non guasta mai: questa è la Fortitudo Bologna. I ragazzi di coach Boniccioli hanno le idee chiare: vincere divertendosi. L’obiettivo è sempre quella A1 sfuggita lo scorso anno davvero di un soffio. Quest’anno le premesse per far bene ci sono tutte e la EFFE è una delle squadre più in forma di questa post-season.

I playoff non sono iniziati in maniera semplice per Mancinelli e compagni. Le dichiarazioni, sciocche più che offensive, ai danni di Agrigento non sono proprio il miglior biglietto da visita da presentare in Sicilia. Infatti alla prima tutto va storto. La Fortitudo viene surclassata 77 a 100 e il neo arrivo Cinciarini non convince. Come detto però la EFFE è squadra di cuore e infatti la reazione di nervi arriva subito. Gara due è il manifesto della Fortitudo: grinta, difesa, pazienza e coraggio: 51-57 il risultato. Tutti al “PalaDozza“; qui  i bolognesi si sbarazzano facilmente di Agrigento in due gare mai così sbilanciate. 73-48 gara 3, 80-58 gara 4 dominio assoluto ed incontestabile: si vola a sfidare Treviso.

Treviso- Fortitudo non è mai una gara come tutte le altre. E’ una partita per cuori forti dove in genere solo chi ha una grande personalità riesce ad emergere. A conferma di questa tesi in gara 1 brillano Alex Legion con i suoi 20 punti e Stefano Mancinelli con 18. Treviso fa di tutto per evitare la sconfitta al “PalaVerde” ma la EFFE è tarantolata; neppure un meraviglioso Moretti da 22 riesce a condurre i suoi alla vittoria. Il cuore bolognese prevale persino sui 5000 tifosi di casa, cui tocca ingoiare un amaro boccone. Cambiano, in parte, i protagonisti ma il risalutato no: 70-73 e la Fortitudo sbanca ancora una volta il palazzetto trevigiano. Eroi di serata Mancinelli 18 punti, Legion 17 e un fantastico Montano da 16 punti vero MVP di serata. Perry,17 punti e Rinaldi 13 ci provano ma nulla possono contro la “garra” bolognese.

Ora al grido di “Tutti al PalaDozza” la EFFE sogna la semifinale con sweep. Che meraviglia questa “Basket City”.

 

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About The Author

Nicola Garzarella Studente ed aspirante giornalista. Un giorno ho incontrato il mondo della palla a spicchi e da lì non l'ho più mollato. Cerco di coniugare la scrittura con la mia grande passione per lo sport e il basket in particolare.