Virtus Imola, con Forlì è una vittoria a metà

NPC VIRTUS SPES VIS 75

TIGERS BASKET 73

Virtus: Sassi, Poluzzi 5, Morara 10, Filippini 15, Grillini 11, Di Placido n.e., Corcelli 12, Chiappelli 12, Guglielmo 2, Francesconi, Porcellini 8. All.: Bettazzi.

Tigers: Sitta 10, Valgimigli, Tugnoli 13, Giampieri,8 Mossi 16, Gurini 6, Poggi n.e.,Valentini 3, Villa 4, Little 9, Donati 4, Agatensi n.e. All.: Conti.

Arbitri: Resca e Ragazzi

Parziali: 17-18, 33-40, 59-52.

Sofferenza. È la parola giusta per sintetizzare la serata di domenica e la sfida di coppa tra Virtus e Forlì. Una partita che si è decisa solo nei secondi finali in favore degli imolesi, grazie ad un canestro decisivo di Poluzzi. Bene il risultato, specie contro una formazione ostica come Forlì, seria pretendente alla vittoria del campionato. Un po’ meno il gioco in alcune fase, specie nella gestione del concitato finale. «Dopo Lugo avevo detto che la mia squadra ha un’anima grande – commenta coach Bettazzi -. Lo ripeto con forza anche dopo stasera (domenica, ndr). Ho visto, per esempio, Porcellini fermare Mossi difendendolo faccia a faccia; Poluzzi non rassegnarsi ai suoi acciacchi e realizzare di pura grinta il canestro decisivo; Grillini sostenerci nel momento più buio con coraggio e talento; Filippini lottare come un leone contro un americano dal fisico pauroso».

Volendo cercare il pelo nell’uovo, ed in fondo è proprio quello che deve fare il coach, non ci si deve limitare agli exploit perché, «se si vuole arrivare fino in fondo, l’anima deve essere supportata dalla testa. Su questo dobbiamo migliorare tanto. Mi riferisco in primis ad alcune scelte tecniche prive di senso logico, ma anche ad una costante e continua lamentela verso l’arbitraggio, seppur oggettivamente imparziale. Avremmo meritato, almeno in due situazioni, un altro fallo tecnico che, in una partita così equilibrata, avrebbe potuto compromettere tutto. Intendiamoci, può capitare di prendere un tecnico, ma non quando si ha tutto da perdere. Non quando le cose stanno girando a proprio favore. Non quando si è fatta così tanta fatica per raddrizzare una partita durissima. Non quando gli avversari avrebbero maggiori motivi di lamentarsi rispetto a noi».

«Lo so – chiosa il tecnico – siamo ancora più giovani della nostra età, abbiamo sangue molto caldo e l’istinto preponderante. Questi però non dobbiamo considerarli alibi, ma debolezze contro cui ribellarci con tutta la nostra forza, il nostro impegno e il nostro senso di responsabilità. Domenica abbiamo vinto grazie alla nostra anima, ma forse abbiamo anche perso un’occasione per dimostrare che la nostra grande anima è già matura».

Archiviato il terzo turno e messa in cassaforte la qualificazione alle semifinali di coppa (in programma a marzo), la settimana che va ad iniziare servirà al coach giallonero per mettere a punto gli ultimi dettagli in vista dell’esordio in campionato, in programma domenica, alle 18, in casa contro l’Asset Banca San Marino. Una vittoria accrescerebbe non poco l’autostima e, per citare le parole di Bettazzi, «l’anima grande della Virtus».

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