Virtus Imola, missione compiuta contro Imola

GAETANO SCIREA 43

NPC VIRTUS SPES VIS 69

Bertinoro: Zanotti, Riguzzi 8, Brunetti 2, Ruscelli, Merenda, Bravi 6, Cristofani, Ricci 14, Farabegoli, Delvecchio 8, Godoli n.e., Solfrizzi 5. All.: Brighini.

Imola: Sassi 6, Poluzzi 3, Grillini 15, Morara 14, Di Placido n.e., Corcelli, Guglielmo (k), Brusa, Francesconi n.e., Chiappelli 21, Porcellini 4, Filippini 6. All.: Bettazzi.

Parziali: 6-18, 17-38, 30-55.

Arbitri: Foschini e Fiocchi.

Missione compiuta. Sconfitta di Salus vendicata e vittoria conquistata. La Virtus rientra da Bertinoro con il pieno di fiducia e convinzioni (e con due punti meritatissimi in saccoccia) in vista del big match di giovedì sera contro i Tigers Forlì. «Dimostriamo che quello con la Salus è stato solo un passaggio a vuoto» aveva chiesto Carlo Marchi nell’immediata vigilia. È stato ampiamente accontentato: i ragazzi di Bettazzi sono scesi in campo concentrati e aggressivi, mantenendo un’alta intensità di gioco per tutti i 40 minuti di gara. Un bel viatico per la prossima, fondamentale partita.

Il match. Imola mette in chiaro le cose già dal primo quarto, grazie ai 13 punti di un Chiappelli immarcabile e alla difesa perfetta di Corcelli, ottimo anche in versione assist man. A far notizia, semmai, non è tanto il +12 dopo appena dieci minuti, quanto lo 0 su 3 di Porcellini dalla lunetta, strano per uno come lui. Dall’altra parte, Scirea si attacca alle scorribande offensive di Ricci e all’esperienza sotto canestro di Solfrizzi che, sotto le plance, dà non poco filo da torcere a Filippini. Quando però Bertinoro si riavvicina, sei punti consecutivi di Morara e tre triple in rapida sequenza di Grillini fanno sprofondare i padroni di casa a -21 all’intervallo lungo. La situazione non cambia nella ripresa. Anzi, la forbice tra Virtus e Scirea si allarga in favore degli ospiti che, canestro dopo canestro e senza pigiare eccessivamente sull’acceleratore, aumenta il divario fino al +25 del terzo quarto. A quel punto, pur senza rinunciare al suo gioco d’attacco, Bettazzi sceglie di giostrare più giocatori dalla panchina, dosando così le forze in vista dell’imminente super sfida di giovedì. Scirea, del resto, non ci crede più già da qualche minuto. Per i bianconeri, in fondo, saranno altre le partite da vincere.

Una vittoria importantissima in cascina, morale decisamente alto, ma guai a deconcentrarsi. Giovedì c’è la partita contro Forlì e la Virtus si troverà di fronte una vera e propria corazzata. «Sono contento della vittoria, del gioco espresso e soprattutto dell’impegno dei miei giocatori – commenta coach Bettazzi all’indomani della vittoria esterna contro Gaetano Scirea -, ma sono preoccupato perché, dopo un mese abbondante di campionato, ho la consapevolezza che attorno a noi ci siano realtà più professionistiche della nostra. Ne ho parlato con i miei dirigenti e ho capito che devo cercare di adeguarmi: la società non può investire di più. E in più devo accettare che i miei ragazzi, che hanno un’altra occupazione prioritaria rispetto al basket – come del resto anch’io – non possono allenarsi come si allenano altre squadre, composte anche da giocatori professionisti provenienti da fuori regione o addirittura da altre nazioni. Questa estate avevamo cercato anche noi un giocatore di categoria superiore che spostasse gli equilibri e avesse l’approccio del professionista, ma purtroppo i costi proibitivi non ci hanno aiutato e abbiamo confidato nel trend di queste ultime stagioni, nelle quali la serie C si era sempre più trasformata in un campionato totalmente dilettantistico. Purtroppo, invece, oggi sembra di essere tornati al passato, almeno per quattro o cinque realtà: brave e complimenti sinceri a loro, che si sono potute permettere di fare le cose veramente molto in grande».

Il coach giallonero non getta certo la spugna, anzi. La competizione e la voglia di vincere sono il sale di qualunque sfida, specie se difficile. «Bisogna essere onesti, soprattutto con i tifosi che ci seguono così tanto, e ammettere che ci sono squadre non solo più forti e attrezzate, ma anche che possono allenarsi molto più di noi. Ma non per questo non ci proveremo. Daremo il 200 per 100 per mettere in difficoltà queste corazzate, anche perché come dice giustamente il nostro presidente: “sarebbe ancora più bello vincere senza essere i più forti”».

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