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Nel modo di
esporci la sua difficoltà, Davide lascia trapelare il suo modo di
leggere un problema, ovvero:
- ricercare
un’unica causa determinante il problema stesso. Davide riduce la
difficoltà che nota nella sua squadra, al suo atteggiamento;
rispetto alla consapevolezza che ha di se stesso non riesce però a
giustificare questa attribuzione. Sposta allora l’attenzione sulle
atlete. La sua è una visione che riduce la complessità della
Totalità (la Squadra) ad una parte che la costituisce: o è
responsabilità sua o delle sue atlete.
- tendenza opposta,
nel momento in cui deve intervenire, è quella di restare ancorato
alla visione della totalità (il problema della non motivazione è
di tutta la squadra), quando può essergli più utile calibrarlo
sulle sue componenti (le singole atlete). In altre parole è utile
che Davide cerchi di comprendere se e come l’atteggiamento di non
motivazione si declina nelle singole ragazze. Queste due riflessioni
permettono a Davide di capire che:
- la difficoltà
che incontra è dovuta alla compresenza di aspetti legati alla
personalità dell’allenatore, ad altri legati a quella delle
atlete e ad altri ancora legati alle loro modalità relazionali.
- Questa difficoltà
si incarna in modo diverso nelle singole atlete il che richiede lo
sforzo da parte dell’allenatore di agire in modo differenziato
per costruire un clima che permetta alle ragazze di sentirsi
comprese ad aiutate a definirsi rispetto agli impegni presi o da
mantenere.
- Presupposto di
tutto ciò è che Davide si costruisca un’idea più precisa
delle Atlete, di sé (Livello individuale) e della Squadra
(livello della Totalità) che le Atlete costruiscono con lui.
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