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PSICOLOGIA & BASKET

Rubrica sugli aspetti psicologici legati al Basket

a cura della SIPI Sport

La domanda del nostro lettore

Sono l’allenatore di una squadra seniores, nella mia formazione c’è un atleta di livello nettamente superiore ai compagni, il problema è che questo giocatore spesso ha un comportamento non proprio dei migliori in allenamento dove snobba il lavoro di palestra ed a volte i compagni, fidando della sua superiorità tecnica.

Ho seria difficoltà a gestire la cosa visto che il giocatore in questione mi serve per vincere ma i compagni spesso non lo sopportano. Cosa posso fare per migliorare la cosa?

Peppe

La risposta della SIPI Sport

Prima di tutto vogliamo far rilevare che Peppe si trova a dover gestire un problema frequente quanto complesso che nei corsi per Allenatori di Norcia e di Bormio, è emerso con forza: come si gestisce la "stella rompiscatole"?

Il problema in cui Peppe si dibatte è diretta conseguenza del suo modo di vedere la pallacanestro.

In altri termini: per Peppe nella pallacanestro è più importante l’individuo, per quanto forte, o la squadra?

Per Peppe è più importante l’individuo.

A questa visione Peppe è aggrappato e ne paga le conseguenze, la sua squadra ne paga le conseguenze, il "campione" ne paga le conseguenze.Vediamo come:

  1. La Squadra ha la tendenza a dividersi, perdendo la capacità collaborativa nei momenti difficili; in essa c’è rabbia strisciante o palese e questo la rende meno compatta (ammenocchè non si vinca).
  2. Il Campione: vive in solitudine o in rapporti non paritari. Ha uno scarso senso dei suoi limiti ed è destinato a non poter migliorare perché nel contesto non c’è possibilità di confronto.
  3. L’allenatore: sperimenta l’impossibilità di gestire una situazione complessa.

E’ paradossale quanto difficile ricordare ad un allenatore che la Pallacanestro è uno sport di Squadra e che le qualità da allenare non sono soltanto quelle tecnico-tattiche o fisiche ma anche qualità psicologiche.

In particolare la capacità di collaborare, che si traduce in gesti tecnici specifici in attacco e in difesa, affonda la sua radice nella capacità di costruire relazioni reciprocamente rispettose e responsabili. La mancanza di ciò "spacca" la Squadra e la rende meno potente.

E’ inutile illudersi, il nostro lettore ci chiede cosa possa fare per migliorare le cose.

Migliorare spesso comporta assumere rischi, responsabilità e capacità di essere solo.

Migliorare spesso non accade subito ma ci vuole tempo necessario, in questo caso, a cambiare mentalità (se ci si crede). È disposto il nostro lettore a camminare in questa direzione?