Brindisi-Milano, il commento dei coach dopo la partita

Ieri è andata in scena al PalaPentassuglia una partita fra due delle squadre migliori della LBA, l’Happy Casa Brindisi di Frank Vitucci e l’Olimpia Milano di Ettore Messina. A uscirne vincitori sono stati gli ospiti, che dopo un primo quarto difficile perso per 21-9 sono stati capaci di reagire impattando nel punteggio già durante la seconda frazione prima di dilagare nel secondo tempo e chiudere sul 53-79 finale. Questo il commento dei due coach sulla partita riportato dagli Uffici Stampa delle due società:

Vitucci: “Non posso recriminare nulla ai miei giocatori, ci abbiamo provato e abbiamo lottato, come sempre deve accadere, ma contro una squadra di altissima qualità e quantità non basta. Per competere contro Milano servono 40 minuti di alto livello e non ci siamo riusciti nonostante un ottimo approccio difensivo alla partita. Mi par di capire che questa difficoltà appartenga a quasi tutte le altre squadre del nostro campionato. Abbiamo avuto poca fiducia in alcuni frangenti e da parte loro sicuramente non hanno lesinato il massimo sforzo in termini di minutaggio dei giocatori chiave. Dopo le partite contro Bologna e Milano affronteremo squadre della nostra fascia di valori per tarare il nostro attuale livello di gioco“.

Messina: “È stata una vittoria molto importante contro una squadra eccellente e in trasferta. Stiamo vivendo un periodo complesso infatti siano partiti in modo contratto e forse anche spaventati. Siamo un gruppo che ci tiene e quando le cose non vanno bene si preoccupano anche troppo. Bentil e Hall ci hanno aiutato a restare in partita, poi la difesa si è espressa a livelli alti, vincendo i tre quarti finali di circa 30 punti, che non è realistico. Abbiamo mosso la palla bene in attacco e i nostri due playmaker hanno giocato con grande aggressività. Vincerne 10 di fila giocando con sicurezza e personalità anche contro squadre competitive e in trasferta su campi difficili come questo. L’EuroLeague è dura e ci sta di avere buone settimane e altre settimane complesse, ma ci sta e ora quello che dobbiamo fare è cercare di vincere una partita al più presto”.

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About The Author

Massimo Furlani Nato a Trento nel 1998, laureato in Studi Internazionali e aspirante giornalista. Malato del basket tanto italiano quanto americano, Dwyane Wade e Steve Nash gli idoli.