Cremona, parla il presidente Vanoli: "Stagione sfortunata. Mi prendo tutte le responsabilità"

In una lunga intervista concessa a Lucilla Granata su “La Provincia”, il presidente della Vanoli Cremona, Aldo Vanoli, ha rilasciato una serie di dichiarazioni: “Questa è una società che è sempre stata sanissima. E lo è ancora. L’anno scorso abbiamo chiuso anche con un piccolo utile. Ero solo deluso. Non cercavo soldi, ma sostegno, vicinanza, energia nuova. Devo ringraziare Borsatti per la sua costante presenza. Corazzi perche nel 2020 è intervenuto in un momento in cui ero davvero stanco di tutto. E non so se senza di loro sarei andato avanti. E poi Bossoni, Wonder, Corradi e Ghisolfi, Keropetrol, Terreni, Ab, Zucchi, le latterie Plac e Soresina, Braga, C2. Questi sono solo i maggiori, ma anche tutti quegli sponsor che hanno portato il loro mattoncino sono stati fondamentali. Così come il Consorzio. La Vanoli è tutto questo, anche se dopo il Covid sono cambiate tante cose. Volevo e voglio solo condizioni sensate. Volevo e continuo a cercare supporto, ma non economico. Supporto per fare le cose insieme, per gestire le cose. Perché dal post Covid in poi tutto è stato più difficile. […] Questa società ha sempre funzionato e bene con poche persone a gestirla. I giocatori sono sempre stati felici qui. Ho parlato anche con David (Cournooh) prima che andasse via l’altro giorno. Era commosso. Mi ha detto che è stato benissimo qui e mi ha ringraziato. Mi ha detto ‘lei ha creduto in me due anni fa quando non mi voleva nessuno, quando nessuno ci credeva’. Queste cose per me contano tantissimo. Non ho mai voluto interferire in questioni tecniche quest’anno. Ma fosse stato per me, sarebbero rimasti alcuni giocatori dell’anno scorso. Ho sempre pensato che fosse meglio spendere 100 che buttarne via 80. Ma la stagione è stata un po’ sfortunata. Mi prendo tutte le responsabilità”.

“Mi piacerebbe poter valutare di rientrare anche in A1”, conclude Vanoli, “se ci fossero le condizioni ovviamente, l’opportunità. L’A1, o l’A2, ma comunque un campionato di vertice anche e soprattutto, torno a dire, per i tanti giovani che abbiamo e che prendono la Vanoli come punto di riferimento, come un faro. Per noi è un orgoglio aver cresciuto i Gallo, i Zacchigna, gli Errica. Anche per oro dobbiamo fare ragionamenti seri. Noi non siamo una squadra che si chiama semplicemente con il nome di uno sponsor o di una città. Ci sono in ballo la mia famiglia, la mia storia, i miei valori . E io tengo molto a tutto questo”.

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