Sassari, Lorenzo Bucarelli: "Un anno di crescita"

Lorenzo Bucarelli protagonista della diretta Instagram su @dinamo_sassari

È il più giovane della Dinamo Banco di Sardegna 2019-2020: Lorenzo Bucarelli, classe 1998, fiorentino doc, ha concluso la sua prima stagione nella massima serie in maglia Dinamo Banco di Sardegna, dopo i due anni con la Cagliari Dinamo Academy. Una stagione di crescita quella appena trascorsa, come ha sottolineato lui, chiusa purtroppo in anticipo per l’emergenza Covid-19. Ieri sera Buca è stato il protagonista della diretta sul canale ufficiale Instagram del club in cui ha risposto a domande e curiosità di tifosi e appassionati. Lorenzo è tornato a casa, in Toscana, dopo l’ufficializzazione della chiusura del campionato: “Sono rientrato a Firenze, esco solo per andare a correre al Parco delle Cascine vicino a casa, aiuto i miei genitori e mi do da fare come posso”.

Qual è il tuo bilancio personale della prima stagione in A?

“Positivo per il minutaggio avuto, avevo la speranza e ambizione di fare qualcosa di più, ho dovuto riadattarmi nel mio ruolo rispetto alle ultime stagioni. Non è stato semplice ma ho provato a fare ciò che mi richiedeva il Poz. Sono cresciuto sulla rapidità delle scelte, ad inizio stagione avevo meno ritmo rispetto ai miei compagni, sicuramente devo migliorare la mia fiducia in campo. La voglia e la passione in quello che faccio è sempre tanta a prescindere dal minutaggio, questo mi ha aiuto molto durante questa stagione”.

Cosa hai imparato dai tuoi compagni?

“Da Jack Devecchi apprendi il modello da seguire, è uno specialista, sempre il primo ad arrivare, mai in ritardo, sempre presente. Dagli stranieri impari la velocità di esecuzione in tutto”

Il ricordo più bello fino ad oggi?

“La vittoria dell’argento Mondiale U19 penso che ad oggi sia il punto più alto della mia carriera, a meno che non avrò una fortuna simile quella rimarrà l’esperienza più bella mai vissuta per me. Il gruppo che si è creato a distanza di anni si sente ancora, è un’amicizia che va al di là dello sport, ci lega qualcosa di indissolubile”

Il ricordo più bello in maglia Dinamo?

“Sicuramente l’esordio ad Avellino è stato il momento più emozionante in Dinamo, coach Markovski me lo disse la mattina, ricordo che dopo pochi secondi ho rubato palla e son partito in contropiede. Poi se avessi la fortuna di continuare con la Dinamo sogno di vincere uno scudetto con questa maglia. Quest’anno si è interrotto tutto molto presto, sarebbe stati dei playoff tostissimi con avversari di alto livello, mi auguro di rivedere in LBA giocatori di alto livello come quest’anno. Il mio mvp? Dyshawn Pierre, troppo forte!”

Come nasce la passione per la Ferrari?

“Bahrein 2018, è nata con quella gara la mia passione per la Ferrari, una passione recente ma molto forte”

Come si fa a diventare uno specialista difensivo?

“A 15 anni coach Marco Crespi mi disse che sarei stato aggregato alla prima squadra in serie A e quindi per necessità sono diventato un difensore. Il giocatore che sono e che spero di essere in futuro lo devo a quell’esperienza senese, è stata la fortuna più grande della mia vita. Mi sono allenato vicino a giocatori come Hackett, Stonerook, McIntyre, mi dispiace solo aver vissuto direttamente solo l’ultima stagione”

Un allenatore fondamentale per la tua carriera?

“Michele Catalani è stato il mio allenatore delle giovanili per cinque anni, sotto la sua guida ho vinto 3 scudetti giovanili: ha segnato la mia vita cestistica ed extra basket, mi ha preso sotto la sua ala protettiva quando avevo solo 14 anni”

Il tuo canestro più importante?

“Nella semifinale con la Spagna ai Mondiali U19, fallo e canestro a 20’’ dalla fine sotto di 1”

Che allenatore è Pozzecco?

“Poz ti dà confidenza, la sua amicizia, per quel che l’ho vissuto posso dire che il rapporto è buonissimo e a volte per uno che gioca poco non è semplice, durante il lockdown giocavamo alla Playstation insieme”

L’avversario più forte mai affrontato?

“Luka Doncic: avevamo 15 anni e l’ho incontrato nella finale del torneo di Santa Margherita Ligure. Lui nel Real Madrid fece 38 io con la Montepaschi 36, mi vanterò sempre di questo”

Qual è il tuo compagno di squadra di riferimento?

“Stefano Gentile mi ha aiutato tanto, la sua esperienza mi è stata di grande aiuto per il mio ruolo, avere una guida del suo calibro non è cosa da poco per un giocatore”.

Dove ti vedi tra 10 anni?

“Spero in Eurolega, non è presunzione ma bisogna lavorare per arrivare in alto e puntare sempre al massimo”.

Fonte: Ufficio Comunicazione Dinamo Banco di Sardegna

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About The Author

Enrico Pecci Classe ’96, proveniente da quel favoloso luogo chiamato Marche (provare per credere), studente di Scienze della Comunicazione ed appassionato di calcio quanto di basket. Collaboratore per nba24.it e tuttobasket.net, sognando un futuro in cui scrivere di sport, basket e calcio in particolare, sia un lavoro oltre che una passione. Appassionato di basket sin dai primi passi mossi nel parquet dal Re, King LeBron James. #IPromise.