Gesam Lucca: intervista a Sara Madera e la sua vita tra studio, film, musica e allenamenti

Tra le giovani più interessanti del nostro campionato senza dubbio la lunga della Gesam Gas E Luce Lucca Sara Madera. La giocatrice classe 2000 ha raccontato la sua quarantena a “La Nazione” di ieri (pag. 25 e 26). Un estratto dell’intervista:

Nella sua casa di Livorno Sara Madera, come tutti noi, vive il suo lockdown in attesa che il COVID-­19 ci lasci di nuovo vivere la nostra vita. Il centro livornese, che con la canotta di Gesam ha giocato il suo primo campionato di A1 con minutaggio importante mostrando indubbie doti, è legata alla Reyer Venezia da un quadriennale ma, visto che le vie del mercato sono infinite, potrebbe anche tornare. Intanto, da persona simpatica ed alla mano qual è, si è prestata volentieri alla nostra intervista, per forza sui generis visto che parlare oggi di sport ha poco senso.

La giornata tipo di Sara?
“Premesso che, di solito, ho ritmi molto serrati durante una giornata normale, il bello è che la sveglia non suona. A svegliarmi ci pensa mio fratello ed i suoi videogame. Colazione abbondantissima, il mio pasto principale, qualche faccenda di casa con mamma, lo studio universitario online, un po’ di allenamento e…basta così!”.

Sei brava anche in cucina?
“Me la cavo e mi piace moltissimo cucinare. Sono un po’ sbadata e mi brucio sempre con il forno acceso. Cerco e seguo nuove ricette ma, se sono brava, lo deve dire chi assaggia i miei piatti”.

Piatto preferito?
“Sono golosa, ma il salato mi piace più del dolce. Quindi diciamo piatti preferiti: pizza, bistecca alla fiorentina, pesce crudo e un alimento scoperto quest’anno che mi fa impazzire: l’avocado!”.

Chili in più o in meno durante
la quarantena?

“Ti rispondo che sapersi nutrire ed alimentare con il giusto equilibrio è tanto difficile quanto fondamentale per un’atleta, quindi devo stare molto attenta”.

Meglio la tv o il web?
“Direi meglio il web, perché ti offre molte più possibilità che non la tv, che ha limiti di programmazione. In questi giorni è uscita l’ultima stagione de “La casa di Carta” che mi appassiona. Ci sono altre due serie “Suits” e “Lucifer” che sono entrambe molto belle”.

E le letture?
“Non ne vado particolarmente pazza, se devo leggere preferisco libri di sport o motivazionali, ma nel tempo libero amo disegnare ed ascoltare musica”.

Quale?
“Varia; visto che ho la mia playlist sul telefono che faccio implementare dalle persone che mi sono vicine. Credo molto nella forza della musica e di come possa influenzare la mia persona ed il mio umore in circostanze diverse”.

Il brano più bello di tutti i tempi?
“Come in molte altre cose non ho un solo brano o un solo cantante, ma una serie di cose. Tra i cantanti Tiziano Ferro e Negramaro. Tra i brani “We are the champions”, “I migliori anni della nostra vita”, “Le scarpe piene di Sassi” e “Viceversa”.”

Torniamo all’attualità: la prima cosa che farai alla fine dell’emergenza?
“Riprendere le piccole cose come darsi la mano, abbracciarsi ed il “cinque” il gesto per antonomasia nel basket. Poi scarpette, palla e basket: la mia passione
più grande. E basket sia!”.

Come giudichi la tua stagione lucchese?
“Molto costruttiva! Felice per le grosse responsabilità avute e di essermi potuta confrontare con giocatrici molto più forti di me. Potevo fare meglio perché non mi accontento mai ma, alla fine, mi sono divertita molto”.

L’ambiente? La società? Le compagne?
“Una parola per tutti e tre: super! Super anche i tifosi, sempre presenti anche in trasferta. Ho legato molto con Annalisa Vitari, una persona molto solare”.

FONTE: LBF

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About The Author

Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.