L'Etrusca San Miniato batte la Sangiorgese al termine di una partita rocambolesca e mantiene il primato

La Patrie Etrusca San Miniato – LTC Group Sangiorgese 60-57

(25-12, 20-19, 4-12, 11-14)

La Patrie Etrusca San Miniato: Mastrangelo 8, Lorenzetti 8, Tamburini n.e., Ermelani n.e., Benites 4, Candotto 2, Caversazio 4, Bellachioma 8, Quartuccio 3, Capozio 8, Tozzi 15. All. Marchini, Vice Latini

LTC Group Sangiorgese: Melchiorri 5, Baggi n.e., Angelucci 6, Dushi 4, Cassinerio, Alessandrini 2, Voltolini 9, Bargnesi 6, Fragonara 4, Codato n.e., Turini 11, Toso 10. All. Roncari, Vice Arosio e Picarelli

 

Che si trattasse di una gara non facile per l’Etrusca San Miniato era prevedibile fin dalla vigilia, ma di dover assistere ad una gara vietata ai deboli di cuore in pochi se lo sarebbero aspettato, soprattutto per lo svolgimento che ha avuto.

La Sangiorgese arrivava al PalaFontevivo senza i favori del pronostico, ma con i connotati di una squadra ostica, molto fisica, capace di far giocare male i propri avversari, una squadra da prendersi con le molle insomma.

I ragazzi di Coach Marchini si sono dimostrati fin dall’inizio consapevoli di tutto questo, ed hanno approcciato la gara come meglio non si poteva: molta concentrazione, molta corsa, molta aggressività. Si sono portati per primi in vantaggio e senza dare alla gara degli strappi bruschi nel punteggio, con Tozzi e Lorenzetti in bella evidenza (6 punti ciascuno nella prima frazione), hanno incrementato progressivamente il proprio vantaggio, chiudendo il primo quarto sul +13 (25-12). La Sangiorgese è sembrata frastornata dalla partenza scoppiettante dei biancorossi, tanto da far registrare besse percentuali al tiro (30.8% dal campo) e troppe palle perse (ben sei nel primo quarto) a dimostrazione dell’efficacia difensiva dell’Etrusca.

Anche l’inizio di secondo quarto sorrideva pienamente ai ragazzi della Rocca che continuavano a giocare con aggressività in difesa e velocità e fluidità in attacco. Dopo tre minuti e mezzo della seconda frazione il vantaggio Etrusca toccava il suo massimo sul +19 (35-16) con Bellachioma sugli scudi (5 punti per lui nello scorcio di secondo quarto). A questo punto qualcosa si è inceppato in un meccanismo che pareva quasi perfetto. Se non si conoscessero le qualità morali ed umane dei giocatori di San Miniato si potrebbe quasi pensare che abbiamo peccato di presunzione. Fatto sta che a questo punto, in maniera tanto improvvisa quanto imprevedibile, l’Etrusca si è disunita, ha iniziato a perdere palla (ben tre in meno di un minuto) e a giocare in modo superficiale e distratto. Ovviamente la Sangiorgese ha approfittato di questo calo di tensione dei locali per cercare di rimettersi in scia, ed ha iniziato a rosicchiare parte dello svantaggio, tanto da portarsi fino al meno 10 a poco più di due minuti dal termine del tempo. Una bomba di Capozio al 19° ha allentato la pressione sull’Etrusca ed un tiro libero di Mastrangelo (1 su 2) nel finale ha siglato il punteggio sul 45-31 all’intervallo.

Nonostante il punteggio e molte voci statistiche ancora favorevoli all’Etrusca (rimbalzi 17-15, percentuale dal campo 55%-44%, percentuale da tre punti 38%-0%, palle perse 6-9, assist 10-4) era immaginabile una strigliata da parte di Coach Marchini negli spogliatoi, per come erano stati gestiti gli ultimi 6 minuti del secondo quarto, ed era immaginabile un Etrusca che affrontava la seconda parte dell’incontro con piglio diverso da quello con cui aveva chiuso la prima, ma la realtà invece è stata ben diversa. L’Etrusca in sostanza è rimasta negli spogliatoi per tutto il terzo quarto, o perlomeno vi è rimasta la sua parte offensiva. E’ stato infatti solo grazie alla difesa se è potuta rimanere in partita (ed in vantaggio) al termine della terza frazione. Dal punto di vista offensivo questi dieci minuti sono stati un incubo per i biancorossi. Un solo punto messo a segno nei primi 9 minuti, con il primo canestro dal campo (bomba di Quartuccio) arrivato a 50 secondi dalla sirena. Un’Etrusca che come mai prima d’ora appariva timorosa ed insicura in attacco e che si deprimeva ancora di più con l’infortunio al gomito di Benites, che lo costringeva ad uscire dal campo. La Sangiorgese però non approfittava pienamente del brutto periodo dei padroni di casa, che come detto continuavano a difendere in maniera convincente, e chiudeva il periodo ancora sotto nel punteggio (49-43).

L’ultimo quarto si apriva con le aspettative di una battaglia,e così è stato. La Sangiorgese partiva forte con i canestri di Turini e Dushi e si portava sul meno 2, ma una bomba di Capozio (suntuoso 2/2 dall’arco per lui) ridava energia all’Etrusca ed il rientro in campo di uno stoico capitan Benites (seppur menomato ed impossibilitato ad usare il suo braccio forte, quello destro) rinvigoriva ulteriormente il morale dei biancorossi. A quattro minuti dalla fine Mastrangelo riportava l’Etrusca sul +8 ma la Sangiorgese rispondeva ancora e con una bomba di Voltolini a poco più di due minuti dalla fine della gara ritrovava la parità, dallo 0-0 iniziale. Un tiro libero di Caversazio (1 su 2) ed un canestro di Lorenzetti davano di nuovo un possesso pieno di vantaggio all’Etrusca a settanta secondi dal termine. A 13 secondi dall’ultima sirena la Sangiorgese aveva la palla per impattare il match, in quella che risulterà l’azione decisiva dell’incontro. Voltolini varcava erroneamente la linea da tre punti, portandosi in una zona del campo dove un eventuale canestro sarebbe stato insufficiente per i suoi, ed era costretto a tornare indietro per cercare di realizzare una bomba, Quartuccio intuiva le sue intenzioni e gli si portava alle spalle, venendo urtato dall’arretramento del giocatore avversario, fallo in attacco del blu-arancio e palla all’Etrusca con poco più di un secondo da giocare, gara finita, vittoria Etrusca 60-57.

“Diventa difficile commentare una gara come questa – le parole di Coach Marchini a fine partita – che ha avuto due, anzi tre, volti. Anche nella prima parte abbiamo commesso qualche errore difensivo, specie sul loro pick roll, ma questo è successo giocando la nostra pallacanestro, e le buone percentuali in attacco ci hanno aiutato. Poi improvvisamente qualcosa è cambiato e noi non abbiamo più corso come prima, non abbiamo più girato la palla come prima, non siamo più stati fluidi come prima. Su questo dovremo ovviamente riflettere e lavorare in settimana. Mi conforta il fatto che anche di fronte alle grandi difficoltà che abbiamo incontrato non abbiamo mai mollato, abbiamo fatto appello alla nostra mentalità e alle nostre qualità e siamo riusciti a vincere l’incontro”

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About The Author

Gennaro Dimonte Nato a Barletta nel 1994. Prossimo alla laurea in Scienze della Comunicazione e aspirante giornalista. Si divide tra la palla a spicchi e il calcio, con i miti di Carmelo Anthony e Del Piero nel cuore. Grande appassionato di NBA, spera di rivedere i suoi Knicks tra le grandi.