Lettera aperta dell'A.P.D. San Paolo Ostiense

L’APD San Paolo Ostiense come tante altre Associazioni che erogano servizi sportivi e culturali rivolti primariamente ai giovani e ai giovanissimi, base del movimento sportivo e prima ancora della nostra società, vuole difenderli e tutelarli in un momento come questo per riuscire a proteggere il futuro di questo Paese. Non esiste nulla di più importante che guardare avanti, non possiamo credere di proteggere la nostra ripresa senza difendere i giovani, o semplicemente augurandoci di riattivare quanto era in essere ieri.

Per riuscire bisogna avere presente da subito la priorità che il nuovo mondo vorrà porsi. Indirizzare le nostre realtà a tentare di sopravvivere grazie a progetti basati su operazioni bancarie non potrà in nessun modo favorire un abbassamento dei costi dei servizi rivolti al pubblico, tantomeno metterci in condizione di realizzare il nostro scopo primario: l’assistenza dei giovani nel percorso di formazione che li porta all’età adulta, un percorso che dovrebbe essere il più possibile accessibile e qualitativo per tutti.

Esiste un sistema già definito di defiscalizzazione dei costi sostenuti per le attività sportive che le società hanno imparato a gestire e trattare insieme alle famiglie.

Riteniamo centrale consentire una defiscalizzazione totale delle spese sportive sostenute per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, per proteggere gli utenti e consentire alle Società sportive di sfruttare l’abbattimento paventato dei costi federali per ridurre le rette delle attività che riattiveremo. Per permettere ai giovani di accedere ai servizi sportivi e alle Società di sopravvivere nel maggior numero possibile.

Sappiamo che i danni prodotti dai mancati introiti, uniti ai costi di gestione degli impianti, non permetteranno alle piccole e tantomeno alle grandi realtà di riproporsi a settembre con capitali accumulati a causa della chiusura forzata. Lo sconto delle spese federali e la sospensione degli affitti non basterà. Inoltre pare evidente che ognuno per poter ripartire dovrà adeguare le proprie strutture per garantire le procedure di profilassi sanitarie che le Istituzioni ci indicheranno.

Il rifugio non può che trovarsi nella tutela della principale forma di sostegno che hanno le società: le rette. Senza queste nessun progetto di finanziamento bancario potrà ritenersi sostenibile, nessun contratto sociale con i genitori dei ragazzi e con gli atleti stessi potrà realizzarsi in maniera sana ed attendibile e soprattutto, ribadisco, nessuna forma di assistenza sociale potrà riproporsi più forte.

Pensate alla miriade di giovani che vorranno o dovranno cambiare società, quelli che saranno costretti ad interrompere. Che fine faranno quelle spese? Chi potrà rispondere a queste esigenze?

Nelle innumerevoli iniziative e valutazioni ascoltate finora manca, a nostro avviso, la principale.

Mettiamo in condizione, attraverso la defiscalizzazione delle spese sportive, le famiglie e le società di riproporsi senza perdere nessuno per strada, soprattutto i più deboli che sarebbero inevitabilmente i primi a cadere, acuendo le distanze sociali e privando i ragazzi di un’occasione di riscatto che spesso lo sport rappresenta.

Ci siamo permessi di indirizzarti questo messaggio per condividere le nostre preoccupazioni e richiederti, qualora ritenessi, di diffondere tale richiesta presso gli ambiti lavorativi e d’opinione da te vissuti e condivisi, perché possa giungere alle Istituzioni come un tema urgente e prioritario per molti. Solo insieme sapremo uscirne.

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About The Author

Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.