Milano-Trieste, Messina: "Atteggiamento buono, l'esempio è stato la risposta di Burns"

Così Coach Ettore Messina ha commentato la gara con Trieste: “Sono stati più i momenti buoni di quelli in cui siamo ci siamo messi in difficoltà. Non abbiamo tirato bene da tre, proprio come le altre volte, ma abbiamo costruito buoni tiri e questo è importante. Abbiamo qualche problema di comunicazione in difesa, non siamo ancora tutti pronti però l’atteggiamento è sempre stato buono ed è esemplificato da Burns. Non è facile giocare con altri 14 o 15 giocatori. Tutti devono aspettare il proprio turno accettando con pazienza il momento in cui vengono chiamati. Io qualche volta posso sbagliare e altre volte azzeccare, ma loro devono iruscire a farsi trovare pronti e pazientare. Lui l’ha sempre fatto perché è un ragazzo eccellente e oggi sono molto contento per lui, oltre che per noi. E’ più facile giocare in otto ma chi fa l’EuroLeague non può farlo”.

Sugli infortunati: “Micov ha avuto una specie di colpo della strega ed è rimasto bloccato. Prima di andare a Monaco aveva provato, ma si è fermato ancora. Ci sono buone speranze che vada in campo venerdì con lo Zalgiris. Gudaitis in alcuni momenti è tornato con la squadra. Il rientro è vicino, perché ripeto ha fatto contatto con gli altri e mostrato l’energia che conoscete bene. Con lui e Luis Scola abbiamo la dimensione del gioco in post basso che non ci vincola ad attaccare solo di pick and roll. Nedovic ha ripreso a correre e tirare. Ma per il momento non posso quantificare i tempi, perché non è ancora possibile farlo allenare con la squadra”.

Sul quintetto: “Siamo partiti male per quattro o cinque gare e quindi ho provato a cambiare, mettendo Rodriguez e anche Della Valle. Ho scelto Brooks da 3 perché alla lunga questa sua capacità di giocare da 3 e 4 potrebbe farne un cambio ideale, intendo quando rientrerà Vlado. Chiaro che vorremmo tutto perfetto dal primo giorno, ma io sto ancora cercando di capire chi gioca bene e con chi. Serve un po’ di tempo”.

Su Scola e Rodriguez: “Vivendoli credo che stia nascendo un buon rapporto che parte dalla grande stima reciproca generata da tante battaglie da avversari. Si intendono e anche questa capacità di passare la palla che aiuta tanto la squadra, soprattutto una squadra nuova come la nostra, in questo momento”.

Su Moraschini e Della Valle: “Abbiamo bisogno che tutti e due giochino. Ricky ha fatto cose belle e cose che al nostro livello non può sbagliare. Importante è che nn si abbatta e continui a migliorare. Se gioca di istinto e irruenza ha impatto, ma in EuroLeague per definizione non ti fanno fare le cose che sai fare e allora devi ampliare il tuo repertorio”.

Su Mack: “È in difficoltà, come succede a tutti gli americani quando per la prima volta vengono in Europa. Succede sempre, successe perfino a Mike D’Antoni e ovviamente Mack non è D’Antoni. Ma oggi sta giocando molto al di sotto delle sue possibilità, sappiamo che non è questo giocatore, però è un bravo ragazzo, si allena bene, si impegna e quindi arriverà. Noi dobbiamo solo aspettarlo e aiutarlo”.

Fonte: Ufficio Stampa Pallacanestro Olimpia Milano

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Enrico Pecci Classe ’96, proveniente da quel favoloso luogo chiamato Marche (provare per credere), studente di Scienze della Comunicazione ed appassionato di calcio quanto di basket. Collaboratore per nba24.it e tuttobasket.net, sognando un futuro in cui scrivere di sport, basket e calcio in particolare, sia un lavoro oltre che una passione. Appassionato di basket sin dai primi passi mossi nel parquet dal Re, King LeBron James. #IPromise.