La Reyer batte l'Olimpia. De Raffaele: "Abbiamo dimostrato di poter competere", Messina: "Buona prova difensiva, nonostante la sconfitta"

Nel match clou della 24° giornata di Serie A, la Reyer Venezia è riuscita nell’impresa di fermare la corsa della capolista Olimpia Milano. Al Taliercio, si è vista una sfida molto fisica e combattuta, con le difese che, in generale, sono prevalse sugli attacchi, come dimostra il 69-63 finale. “Siamo contenti per la vittoria” – sottolinea coach Walter De Raffaele – “Chiaramente non siamo né migliori né più forti di Milano, ma abbiamo sfoderato una prestazione di grande energia, con una difesa solida. Questo risultato ci dà grande fiducia per questo finale di stagione di campionato e di post season, considerando la situazione che stiamo attraversando. Credo che siamo stati bravi ad approfittare di questo momento di Milano, certamente non al massimo, aspetto che, comunque, non sminuisce la nostra vittoria. Di quest’ultimo periodo mi rimane la convinzione che, se la condizione fisica ci assiste, questa squadra ha le qualità per competere con tutte le avversarie“.

Così Ettore Messina, che trova aspetti positivi nonostante l’esito della contesa: “E’ stata una partita giocata con grande intensità da ambedue le squadre. Io sono soddisfatto di come abbiamo giocato per larghi tratti in difesa oltre che per il grande impegno dei ragazzi, poi chiaramente non siamo riusciti a fare canestro, come era prevedibile date le assenze dei nostri due playmaker Delaney e Rodriguez e anche quella di Kyle Hines, che è l’altro nostro facilitatore di gioco. In compenso abbiamo avuto dei minuti importanti da parte di Ricky Moraschini e Jakub Wojciechowski che ci serviranno. Penso sia stata una buona partita difensiva, nonostante la sconfitta, e adesso ci prepariamo alla prossima gara esterna di EuroLeague, a Belgrado“.

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Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.