Reggio Emilia, Bartoli: "Parteciperemo alla BCL, Menetti la scelta migliore"

Linda Pigozzi sulla “Gazzetta di Reggio” ha intervistato la presidente Veronica Bartoli della UNAHOTELS Reggio Emilia, affrontando subito il progetto della “Casa biancorossa”: “È la nostra grande speranza perché non può esserci un futuro se non c’è una struttura propria. L’ambizione è grande, ne sono consapevole, ma è necessaria per fare un passo ulteriore nella crescita societaria. I risultati sul campo non sono tutto per una società sportiva: per crescere servono le strutture che sono da sempre il nostro tallone d’Achille a tutti i livelli, anche per quanto riguarda il settore giovanile. Negli ultimi anni caratterizzati dalla pandemia e dal cantiere al Bigi si sono evidenziate diverse problematiche. Siamo stati costretti ad allestire una sala pesi al posto della tribuna spettatori della palestra di via Cassala e così non è stato più possibile ospitare lì le gare del nostro settore giovanile. L’esigenza di una struttura che ospiti il nostro settore giovanile, una delle nostre eccellenze, oltre all’attività della prima squadra, diventa quindi fondamentale. Se investi sui giovani devi partire dalla base e dopo un’attenta analisi del territorio siamo arrivanti alla conclusione che quell’area dell’ex Reggiane potesse essere ideale per il nostro progetto che, logicamente, ora è meno che allo stato embrionale”.

“Per come la vedo io”, prosegue la presidente, “sarebbe bellissimo creare un polo sportivo. Accanto ci sono infatti i campi della Reggiana Calcio, c’è la pista da ciclismo, ci sono campetti da basket, c’è già da anni l’idea di un campo di atletica, e in questo contesto sarebbe importante inserire la Casa Biancorossa. Fondamentale per il futuro di una società sportiva è l’aiuto a tutto tondo della città, partendo dall’amministrazione comunale, dagli industriali, dai tifosi e dai semplici cittadini. Senza il sostegno di tutti non si può esistere. L’esempio l’abbiamo vicino: Bologna, basket city, che è tutta con le sue due società”.

La Bartoli ha anche sottolineato il processo per arrivare a coach Menetti: “La scelta è caduta su Max Menetti, tecnico che conosciamo tutti e di cui conosciamo il bellissimo percorso fatto a Reggio. Non è stata una scelta di pancia, ma è stata una scelta ragionata nei mesi, assieme ai miei soci, alla dirigenza e allo staff tecnico. Abbiamo deciso di puntare su una visione condivisa, quello che, personalmente, mi era mancato negli ultimi mesi. Abbiamo iniziato a fare una serie di colloqui con allenatori italiani ma anche stranieri perché, alzandosi le nostre ambizioni, abbiamo voluto anche ampliare la nostra visione. La scelta è caduta su Menetti in modo molto naturale. Il motivo è che lui condivide tantissimi dei nostri valori. La cosa importante è che vogliamo scrivere una pagina nuova. Come ho detto a lui, questa società vuole camminare con le sue scarpe e lavorare piano piano per dare un futuro nuovo”.

Quest’ultimo sarà contrassegnato nel breve termine anche dalla partecipazione alla BCL: “La coppa per noi rappresenta un asset importante per la società e anche per i giocatori e per gli sponsor. In settimana ci siamo iscritti alla Champions League, ma a oggi ancora non sappiamo se entreremo nel tabellone principale o dovremo fare il qualification round”.

Un focus poi anche sul mercato: “Aspettiamo la fine del campionato per vedere come muoverci. Sul fronte rinnovi, Hopkins ci ha comunicato la volontà di restare e siamo vicini a chiudere il contratto che sarà ancora su base annuale. Cinciarini? Un anno fa gli abbiamo dato fiducia, sottoponendogli un contratto pluriennale. Per quanto mi riguarda, quindi, lui ora è sotto contratto con noi e se vorrà uscirne dovrà comunicarcelo”.

Infine il nodo PalaBigi: “Presto incontreremo il sindaco di Reggio Emilia Vecchi che ci illustrerà nel dettaglio la situazione del PalaBigi dove contiamo di ritornare per l’inizio del prossimo campionato”.

Comunicato a cura di: Sito Ufficiale Lega Basket Serie A

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About The Author

Massimo Furlani Nato a Trento nel 1998, laureato in Studi Internazionali e aspirante giornalista. Malato del basket tanto italiano quanto americano, Dwyane Wade e Steve Nash gli idoli.