Taglio degli stipendi in Serie A, Bernardi: "È stata una trattativa ragionevole"

Tre giorni fa la LBA annunciava il raggiungimento dell’accordo con GIBA (Associazione Italiana Giocatori di basket) e USAP (Unione Sindacale Allenatori di Pallacanestro) sul taglio degli stipendi di giocatori ed allenatori, come misura per venire incontro alle gravi difficoltà causate al movimento dalla pandemia da COVID-19 che, come ben sappiamo, ha portato la Fip a decidere di dichiarare conclusa la stagione 2019/20 a tutti i livelli.

In proposito, intervistato da QS, ha parlato Virginio Bernardi, presidente di Sportlab e promotore delle trattative tra le parti in causa, da lui definite come ‘ragionevoli‘. “Il nostro è stato un compito di tramite. Una trattativa serrata, con anche colpi di scena, ma infine ragionevole in ogni suo criterio” – ha spiegato Bernardi – “Il fatto che tutti dovessero partecipare a questa perdita non doveva essere un tabù, anche se il solo taglio degli ingaggi di certo non basterà. Normale che ognuno si muova singolarmente a rispetto delle sue specificità, ma gli accordi già definiti, e quelli che arriveranno, non si discosteranno troppo da questa linea“.

Discorso diverso invece per Serie A2 e Serie B, dove il dialogo è ancora ben lungi dall’essere concluso: “In quel caso la Lnp ha dato un suo criterio, senza però trovare l’ok di Usap e Giba; e io stesso non lo condivido” -continua – “Il panorama è per sua natura più complesso, visto il numero degli attori coinvolti. Credo proprio si dovrà passare per trattative personali“.

Chiusura dedicata al futuro del movimento cestistico: “Cambierà il mondo, chiaro che cambierà anche la pallacanestro. Auspico che il Governo guardi anche a noi, una defiscalizzazione sulle attività di sponsorizzazione sarebbe mossa importante e necessaria vista la situazione“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.