Tigers Cesena a testa altissima, ma Agrigento si prende il 2-0

I Tigers Cesena escono a testa altissima dal PalaMoncada nonostante il 2-0 nella serie arrida, come da pronostico, alla corazzata guidata da coach Catalani. Il guizzo di Frassineti nel finale prova a tenere accese le speranze di una Cesena encomiabile nei primi 30 minuti di gioco e pure avanti in doppia cifra nel primo tempo. Ma negli ultimi minuti la scarsa lucidità in attacco indirizzano il match secondo un pronostico che i romagnoli hanno dato l’impressione di poter sovvertire. Ora la serie si sposta in Romagna, con i Tigers che devono imbarcare sull’aereo di ritorno la consapevolezza che venerdì sera il referto rosa può rimanere fra le mura del Carisport.

C’è Alessandrini nel quintetto che coach Tassinari manda in campo con Chiappelli e Dell’Agnello sotto le plance, Battisti e Frassineti sugli esterni. I bianconeri partono ancora bene, col piglio giusto, e a 5’45 il 7-13 porta la firma indelebile di Alessandrini: tripla e settimo punto! Quindi arriva il momento di capitan Battisti, che a 3’08’’ segna il 12-21 e a 2’13’’ centra il canestro del 12-23, con l’aggiuntivo, per il +12. E’ il massimo vantaggio dei Tigers nella serie. Tocca ancora al playmaker tigrato rispondere a Chiarastella e segnare il suo non punto personale. Cesena realizza così ancora 26 i punti nel primo quarto, esattamente come in Gara1, terminato 26 pari, ma sono solo 19 quelli seganti da Agrigento. Nel secondo quarto Saccaggi prova ad accorciare ma a 8’59’’ il gioco da 3 punti di Terenzi segna il 21-29. Il divario fra le due formazioni rimane costante, anche quando Tassinari attinge dalla panchina. A 6’50’’ dentro Trapani per Battisti e subito dopo il numero 4 romagnolo segna il libero del 26-34. Successivamente, l’errore di Chiarastella in attacco lancia ancora Trapani in contropiede e in lunetta. Cesena ritrova il +9 a 4’13’’. Agrigento non trova ritmo in attacco, grazie anche alla difesa dura dei bianconeri, che rispolverano l’intensità mostrata a Livorno. Dopo un nuovo errore in attacco di Saccaggi, Peterson, a rimbalzo, commette fallo su Terenzi e la panchina siciliana chiama time out. Per Terenzi è 2/2 dalla linea della carità e i Tigers ritrovano il +11, 30-41 a 3’00’’ dall’intervallo lungo. Gli ultimi minuti di primo tempo però vedono i Tigers rifiatare e Agrigento ne approfitta portandosi sul 37-42. Dopo 20’ di gioco, Battisti 11 punti, Alessandrini 7 e Dell’Agnello 6 punti.

Quarto fallo di Veronesi, in sfondamento su Chiappelli in apertura di terzo quarto, ma Rotondo, Grande e Saccaggi griffano lo sprint agrigentino per il 44 pari a 6’28’’ dall’ultimo mini intervallo. Tassinari ferma tutto e ci parla su. Cesena ne esce con la tripla di Dell’Agnello. Il match si fa bello ed intenso, con i romagnoli a faticare tantissimo nei giochi in attacco e Agrigento a contare sulla classe e le triple di Grande, che a 4’16’’ firma il primo sorpasso casalingo per il 52-51, recuperato subito da Chiappelli, che dall’altro lato va però a commettere fallo in attacco. Qualche fischio arbitrale condisce il clima playoff da una parte e dall’altra, quando il fallo presunto di Dell’Agnello manda Chiarastella in lunetta per il 56-55. Cesena fatica tantissimo, Agrigento si può prendere l’inerzia, ma i Tigers non ci stanno. A 2’10’’ Frassineti ringhia in difesa e recupera una palla che si trasforma nel 56-58 con la tripla di Battisti, cui risponde il solito Grande per il 59-58. E’ partita vera e l’esultanza della panchina agrigentina al fallo in attacco di Terenzi fa capire quanto i Tigers stiano impensierendo la corazzata siciliana. E’ 24–16 il parziale del terzo quarto, grazie al canestro di Chiarastella su Agostini che chiude i primi 30 minuti di gioco sul 61-58.

A 7’42’’, con la tripla di Agostini, Cesena risponde a quella di Saccaggi dopo tanta abnegazione in difesa messa in campo dai Tigers, che prendono però a sprecare troppo sul lato offensivo. Il 64-63 resiste per oltre un minuto, grazie anche alla stoppata di Agostini su Rotondo, che a 6’52’’ lascia 4’’ all’azione offensiva della Fortitudo. Chiappelli però commette il suo quarto fallo e Veronesi può colpire a cronometro fermo per il 66-63. Entrambe le squadre sono sulle gambe, strette nella morsa del caldissimo PalaMoncada. Di Rotondo il 69-63, davanti ad una Cesena incapace di trovare soluzioni in attacco. Il match sembra designare un padrone a metà dell’ultimo quarto, con Chiarastella che mina le speranze tigrate, a 4’56’’, segnando da sotto il 71-63. Massimo vantaggio Agrigento. Time out Tassinari, ma i Tigers arrancano ed il cronometro è sempre più amico dei padroni di casa. Frassineti segna il settimo punto bianconero dopo quasi 7’ di gioco nell’ultimo quarto. A 2’51’’ il tabellone dell’impianto siciliano segna 72-65 e Agrigento commette due falli in difesa. Ultima chiamata per Cesena. Frassineti segna il suo quarto punto di fila e consiglia a coach Catalani di fermare il match sul 72-67 a 2’31’’ dal gong. Un paio di passaggi a vuoto da entrambe le parti e ancora Frassineti, a 94’’ dalla sirena, tiene vive le speranze bianconere con un gioco potenziale da 3 punti. E’ canestro! Cesena a contatto sul 72-70. Saccaggi colpisce per il 74-70 mentre non va a buon fine il tentativo di Dell’Agnello. Veronesi non perdona sui 24’’ ed il 76-70 a 20’’ dalla fine segna il 2-0 nella serie per Agrigento.

Fortitudo Agrigento – Tigers Cesena 78-70 (19-26; 18-16; 24-16; 17-12)

Fortitudo Agrigento: Rotondo 10, Grande18, Chiarastella 20, Saccaggi 15, Veronesi 8, Cuffaro, Tartaglia NE, Costi 7, Ragagnin NE, Peterson, Mayer NE. All.: Michele Catalani. Ass.: Giuseppe Ferlisi.

Tigers Cesena: Agostini 7, Dagnello, Trapani 4, Battisti 16, Alessandrini 7, Terenzi 8, Frassineti 11, Pavicevic, Chiappelli 4, Dell’Agnello 13. All.: Davide Tassinari. Ass.: Paolo Ruggeri.

Massimo Framboas – Ufficio Stampa Tigers Cesena

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Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.