L'ucraino Boris Ryzhyk arbitrerà in Serie A. La storia

“La FIP, grazie ad un’idea del presidente Giovanni Petrucci, permetterà all’arbitro ucraino Boris Ryzhyk di arbitrare in serie A. Lo racconta Luca Valdisserri sul “Corriere della Sera” nell’intervista oggi in edicola e che rilanciamo qui di seguito

«La guerra è morte. Grazie basket italiano io lotto arbitrando…»
L’ucraino Ryzhyk fischierà e lavorerà in serie A
Non tornerà come prima
È molto difficile che Ucraina e Russia tornino a giocare insieme: le ferite sono troppo gravi

La storia di Luca Valdiserri

«Ero perso. Per giorni e giorni. Poi ho pensato che la vita continua, che chissà quanto durerà la guerra e che dobbiamo fare, al meglio, con professionalità, quello che sappiamo fare. Io so arbitrare».
Boris Ryzhyk, 45 anni, di Kiev, arbitro internazionale di basket, il 24 febbraio, giorno dell’attacco dell’esercito russo all’Ucraina, arbitrava (ad Atene) Olympiakos-Armani Milano di Euroleague, la Champions dei canestri. Prossimamente andrà in campo nel campionato italiano, playoff compresi. Un’idea brillante del presidente della Federbasket, Gianni Petrucci. Un gesto di speranza, simbolico e concreto insieme, perché nessun uomo può fermare da solo la guerra ma tutti possono dare un contributo facendo, appunto, quello che sanno fare.

Prima della partita di Atene – e la foto ha fatto il giro del mondo – lei ha mostrato un semplice foglietto bianco, con una scritta in stampatello: «Stop war». Sono passati 50 giorni e la situazione sembra persino peggiore…
«L’idea mi è venuta dal cuore. Era ed è una guerra di aggressione. Non condivido ma posso in qualche modo comprendere una guerra dove soldati uccidono altri soldati, non una dove si uccidono donne, bambini e vecchi».

II giorno dopo, il presidente Zelensky ha emanato il decreto di «mobilitazione generale» di tutti gli uomini ucraini tra i 18 e i6o anni di età, con il divieto di lasciare il Paese.
«Ho raggiunto mia figlia e mio zio a Barcellona, dove vivono da anni, poi è arrivata mia moglie. Però ho i genitori ancora a Kiev. La situazione è drammatica, quando la guerra ti colpisce direttamente non è come vederla in televisione. Non si può cambiare canale. Quando sento la loro voce, tiro un sospiro di sollievo».

C’è spazio per lo sport in una tragedia come la guerra?
«La guerra è morte, fare il proprio lavoro è vita. Io sono un arbitro professionista dal 1992, internazionale dal 1997. Ho avuto tanti contatti con il basket italiano, conosco la sua storia: Meneghin, Fucka, Basile, Datome. Non voglio dimenticare nessuno. E poi un nome che dice tutto: Ettore Messina. Seguo ogni giorno le notizie internazionali. Fio visto che gli italiani sono solidali con gli ucraini e li ringrazio. Anche voi non capite come sia possibile vedere in azione carri armati, elicotteri, armi di distruzione».

Riuscirebbe ad arbitrare una squadra russa?
«Non ho mai fatto differenza tra chi aveva la maglia bianca, nera o rossa».

Serbia e Croazia sono tornate ad affrontarsi sui campi da gioco. Succederà anche a Ucraina e Russia?
«Non sono un politico ma in questo momento non vedo come sia possibile. Le ferite sono profondissime. Non succederà in breve tempo».

Cosa l’ha ferita di più?
«Sentire parlare di de-nazificazione dell’Ucraina. È una bugia al 30o%. Io sono nato in Ucraina ma la mia lingua madre è anche il russo e, come me, per la metà degli abitanti dell’Ucraina. Non ho mai avuto un problema».

È stato giusto escludere le squadre russe dall’Euroleague di basket?
«Questo dovete chiederlo all’Euroleague».
La Fifa ha escluso la nazionale russa dai playoff per il Mondiale di calcio in Qatar, la Federazione internazionale di basket, invece, ha sospeso la Russia ma deciderà sulla sua esclusione solo a metà maggio. L’Italia, prima nazionale che avrebbe dovuto affrontare i russi in una gara di qualificazione al Mondiale 2023, il 1° luglio, ha già annunciato che non scenderà in campo qualsiasi sia la decisione finale della Fiba.

La vicenda • Gianni Petrucci. presidente della Federbasket, si è schierato contro la Fiba per niente puntuale nella mancata sospensione della Russia: sua l’idea di coinvolgere l’arbitro ucraino Ryzhyk nel campionato di serie A”.

Fonte: ufficio stampa FIP

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About The Author

Enrico Pecci Classe ’96, proveniente da quel favoloso luogo chiamato Marche (provare per credere), studente di Scienze della Comunicazione ed appassionato di calcio quanto di basket. Collaboratore per nba24.it e tuttobasket.net, sognando un futuro in cui scrivere di sport, basket e calcio in particolare, sia un lavoro oltre che una passione. Appassionato di basket sin dai primi passi mossi nel parquet dal Re, King LeBron James. #IPromise.