Virtus, Lundberg sull'esordio in Eurolega: "Servono voglia e desiderio feroci, non puoi rilassarti"

Gabriel “Iffe” Lundberg è stato intervistato da Luca Aquino sul “Corriere di Bologna” nel giorno che sigla il ritorno della Virtus Segafredo Bologna in Eurolega (palla a due al PalaDozza alle ore 20.30 contro l’AS Monaco): “Il livello è altissimo, giochi contro le migliori squadre d’Europa. Ogni Paese ha un suo stile di gioco: alcuni sono più tattici, altri più fisici, altri più veloci. Settimana dopo settimana ci saranno questo tipo di sfide”.

Cosa serve quindi in questa competizione per essere competitivi? “La cosa più banale da dire è che servono vittorie. Si dovrà giocare con voglia e desiderio feroci, non puoi concederti nemmeno una sera di flessione. Non puoi rilassarti perché giochi sempre contro le squadre e i giocatori migliori, tutti lottano per un posto fra le prime otto, saranno battaglie vere e nessuno ti renderà la vita facile”.

In Eurolega l’obiettivo restano i playoff: “Bisogna sempre rimanere umili e fare un passo alla volta, quindi l’obiettivo è centrare la qualificazione ai playoff. Sono tante le squadre che possono vincere, non c’è una chiara favorita e tutti hanno una chance. Anche noi”.

Lundberg ha poi sottolineato i motivi che lo hanno portato a Bologna: “L’allenatore e i tifosi. Scariolo mi ha detto cose che ho apprezzato molto, parlandomi del progetto, delle ambizioni, delle visioni e di come posso aiutare la squadra. Ho condiviso con lui anche il mio punto di vista e ho sentito dire ottime cose su come gioca la squadra. Poi ci sono i tifosi. Il loro affetto e l’energia che infondono alla squadra in ogni partita è qualcosa di straordinario. Non vedo l’ora di giocare per tifosi che hanno questa passione”.

Infine, una curiosità legata al suo soprannome “Iffe” che è “l’abbreviazione del mio nome africano Ifianyi. Il significato: nulla è impossibile”.

Comunicato a cura di: Sito Ufficiale Lega Basket Serie A

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About The Author

Massimo Furlani Nato a Trento nel 1998, laureato in Studi Internazionali e aspirante giornalista. Malato del basket tanto italiano quanto americano, Dwyane Wade e Steve Nash gli idoli.