Lions Bisceglie, Papagni: "Ci aspettiamo maggiore considerazione dalle istituzioni"

È destinata ad andare in archivio ufficialmente il 30 giugno, secondo le convenzioni. La stagione agonistica 2021-2022 ha avuto termine, nel concreto, con l’ultima gara ufficiale giocata da un team del settore giovanile, l’Under 14 che ha conquistato il titolo regionale oro nel corso dei Final Days di Bari. I Lions Bisceglie sono pronti a ricominciare e vivere una nuova annata: il massimo dirigente del club nerazzurro, Nicola Papagni, ha colto l’opportunità del passaggio di consegne con il 2022-2023 per riassumere quanto di soddisfacente il movimento cestistico biscegliese si è lasciato alle spalle.

«Abbiamo riannodato i fili del discorso, nell’estate del 2021, con tutte le incognite e le ripercussioni dell’emergenza Covid ancora incombenti. Dispiace dover constatare che la pandemia, al momento, purtroppo non è un ricordo ma questo esula dalle dinamiche sportive» è quanto osservato dal presidente dei Lions. «Ci siamo rimboccati le maniche, programmando l’attività con la dovuta cautela: una pianificazione che non esito a definire saggia e ambiziosa. Saggia perché misurata, nel nostro stile, senza proclami; al tempo stesso ambiziosa perché frutto della volontà di crescere, aggiungendo ulteriori tasselli a quel mosaico di partecipazione, esperienze e competenze che contribuiscono all’affermazione della pallacanestro a Bisceglie» ha aggiunto.

«Il traino entusiasmante dei risultati della prima squadra ha dato grande energia a tutto l’ambiente: merito del lavoro di tutte le componenti, dal direttore sportivo Sergio Di Nardo a coach Luciano Nunzi, senza dimenticare il quotidiano e certosino apporto dello staff tecnico, dei collaboratori e naturalmente di uno splendido gruppo squadra che ci ha resi orgogliosi di essere Lions. La qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia e il terzo posto in regular season hanno un valore ancora più elevato se si considera la vittoria nella graduatoria di utilizzo dei giocatori under. E pazienza, al netto dell’amarezza, se nei playoff ci siamo fermati troppo presto» ha rilevato Papagni.

«Un passo in avanti lo abbiamo compiuto con il settore giovanile e nel minibasket, sfidando le criticità di un momento molto delicato nel quale è divenuto ancora più difficile reclutare e mantenere gli organici. La professionalità dei nostri tecnici guidati da coach Pasquale Scoccimarro, la fondamentale presenza di accompagnatori e collaboratori, il prezioso coordinamento di Valerio Lonoce, dirigente responsabile del vivaio, hanno costituito un valore aggiunto per il club» ha osservato. «Eccellente è anche il bilancio del centro minibasket, con la responsabile Sara Pasquale e le sue collaboratrici chiamate a fronteggiare una situazione di generale perplessità e flessione complessiva, specie tra i più piccoli, della pratica sportiva».

Nicola Papagni ha le idee chiare sul futuro a breve termine: «Il basket biscegliese è in buona salute e in crescita sotto tutti gli aspetti. Possiamo e vogliamo fare ancora meglio: la riforma dei campionati maschili ci metterà davanti all’obiettivo di rientrare fra le 42 protagoniste del nuovo torneo di Serie B1, con il conseguente innalzamento del livello tecnico e organizzativo» ha affermato.

«Mi auguro che l’imprenditoria biscegliese e del territorio risponda a dovere, mostrando interesse per il nostro club, una certezza e una garanzia di solidità nel contesto tempestoso del basket e dello sport delle città del circondario» ha spiegato.

«Non possiamo che attenderci, allo stesso modo, una maggiore considerazione da parte delle istituzioni e in particolare dall’amministrazione comunale di Bisceglie: sostenere la serietà, l’abnegazione, la capacità dirigenziale e organizzativa che riteniamo di aver mostrato per l’ennesima volta è un compito al quale spero desideri assolvere la guida istituzionale della città. Il basket è un asset stabile e duraturo per Bisceglie, un vero e proprio brand di impegno, efficienza e costanza: siamo pronti a vivere la 26esima stagione consecutiva nel panorama cestistico nazionale, tutti partecipi dell’ennesima pagina di #unastoriaimportante che questo sport continua a scrivere da oltre 30 anni. È ora di dare atto concretamente all’esigenza di un altro salto di qualità: adesso tocca anche all’imprenditoria e alle istituzioni» ha concluso il presidente Papagni.

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Gennaro Dimonte Nato a Barletta nel 1994. Prossimo alla laurea in Scienze della Comunicazione e aspirante giornalista. Si divide tra la palla a spicchi e il calcio, con i miti di Carmelo Anthony e Del Piero nel cuore. Grande appassionato di NBA, spera di rivedere i suoi Knicks tra le grandi.