Riscatto cercava e riscatto ha trovato. L’Urania Milano rinchiude nella stanza del dimenticatoio la giornata di lacrime contro la Apu Old Wild West Udine e, con una prestazione d’autorità, mette a sedere al “PalaAllianz Cloud” un’Orlandina basket , priva nell’occasione di Xavier Johnson e sempre più nel marasma con la quinta sconfitta di fila. I wildcats hanno alzato decisamente la voce nel primo quarto, nel secondo Capo d’Orlando ha rialzato i giri del motore riaprendo i giochi pur non riuscendo a mettere la freccia di sorpasso. Nel terzo quarto i Wildcats hanno chiuso a più sei per poi decollare definitivamente nell’ultimo sospinti da un Bossi dalle mani gravide di potenziale realizzativo. Ben cinque, alla fine, i giocatori in doppia cifra per l’Urania mentre per Capo d’Orlando, oltre al diluviale Floyd cecchino pressoché permanente sui tiri da tre, ha avuto anche in Gay e Moretti altre frecce al suo arco.  I milanesi di coach Davide Villa si mantengono così decisamente in corsa per l’accesso alle “Final Eight” di Coppa Italia.

 

PRIMO QUARTO – L’Urania, nella prima parte, riesce a recitare un monologo salendo in quota fino al 16-6. Raivio allarga il fossato a più dodici ma gli ospiti rispondono con l’albanese Taflaj. L’Urania continua ad andare in mare aperto con due triple in serie di Franco e Langston. I siciliani appaiono frastornati ma poi si scuotono toccando la  doppia cifra con il solito Taflaj. Un gancio di Gay porta un ulteriore risveglio della compagine di coach Marco Sodini, Laganà sigla il temporaneo 6-0 ospite e fissa il temporaneo parziale sul 24-15. L’Urania capisce che è il momento di cominciare a prendere le contromisure e affonda la lama con Montano che sigla il più undici. Floyd subisce fallo da Raspino e va in lunetta facendone due su due, l’Urania replica di nuovo con un tiro libero su due dalla linea della carità di Langston fermato fallosamente dall’ex Bernareggio Diouf appena sbarcato a Capo d’Orlando. Pesenato raccoglie un rimbalzo e scalda la rete portando i padroni di casa avanti dopo i primi dieci minuti di ostilità sul 29-17.

 

SECONDO QUARTO – Ubriacante 4-0 dell’Orlandina con Floyd e Laganà,  l’Urania sembra accusare un po’ di stanchezza e riesce a colpire soltanto dalla lunetta con due tiri liberi su due. Moretti prova a riavvicinare i siciliani facendone uno su due dalla linea della carità ed è il 31-24. La prima capitalizzazione su azione dei wildcats nel secondo quarto arriva dalle mani di Montano ma Taflaj replica a stretto giro di posta. Un gioco da tre di Floyd riporta l’Orlandina a stretto contatto: 34-30. Il parziale sorride decisamente ai siciliani che, dal riavvio delle ostilità, hanno messo a segno tredici punti contro i cinque dei milanesi. L’Orlandina si porta addirittura a meno due con un gancio di Gay. Benevelli riporta i milanesi a più quattro ma Floyd risponde immediatamente. A una schiacciata di Langston replica subito Gay innescato in contropiede da Floyd,  Montano riprende allora per mano i padroni di casa e li risospinge a più cinque con un gioco da tre. Nel finale il solito Floyd ricama un’altra tripla ma Benevelli riesce a mantenere in quota la compagine di Villa che va all’intervallo lungo avanti per 45-40.

 

TERZO QUARTO  – Benevelli battezza il quarto con una tripla, Moretti intona subito il controcanto imitato poco dopo da Taflaj. La partita permane all’insegna dell’equilibrio. Benevelli sfodera il suo secondo tiro da tre a bersaglio dall’inizio del quarto ma Moretti schiaccia per il meno quattro. L’Urania riprende ancora il largo con Piunti che completa un gioco da tre, Diouf  da sottocanestro mette a referto i suoi primi tre punti con l’azzurra casacca dei siciliani. Un contropiede di Floyd riporta l’Orlandina a contatto a sole tre incollature di ritardo, Montano e Raivio, però, fanno riprendere l’ascensore all’Urania e la portano sette piani più in alto. Sodini chiama il timeout per riordinare le idee con i suoi. Alla ripresa Gay dimostra di avere mandato a memoria la lezione schiacciando e infilando il libero aggiuntivo, Langston dalla lunetta e Raivio regalano però ai milanesi un tentativo di fuga a più otto. Moretti prova a contenere lo svantaggio dei suoi ma Piunti emette un nuovo urlo da tre. Fallo di Langston su Taflaj e quest’ultimo, dalla lunetta, ne fa uno su due, sempre dalla linea della carità Langston, su opposto versante, si regala lo stesso bottino. Una tripla di Floyd riporta l’Orlandina a meno sei e a dieci minuti dal termine l’Urania resta avanti per 67-61.

 

ULTIMO QUARTO – Pesenato stecca, Piunti invece no e l’Urania sale  a più nove, Montano la porta in doppia cifra a più undici ma una tripla di Floyd riavvicina Capo d’Orlando. I milanesi provano a chiudere i conti e le loro buone intenzioni sono autografate da Bossi che sfodera sette punti in serie. Langston ci mette la ciliegina sulla torta e l’Urania si issa a più diciassette. Moretti prova a tenere accesa la sempre più tenue fiammella di speranza degli ospiti ma Langston rifà la voce grossa, Bossi trova ancora gloria con altri due punti a due minuti e diciotto secondi dal termine delle ostilità. Taflaj vorrebbe chiudere da par suo un’azione di contropiede ma Raspino gli oppone il semaforo rosso con una stoppata. Gay si prende un po’ di gloria nel finale prima con un canestro poi realizzando dalla lunetta dopo un fallo subito da Pesenato ma è troppo tardi. L’Urania può alzare i calici e brindare il suo arrivo a ventiquattro punti in classifica con l’86-72 finale a favore.

 

TABELLINO

URANIA MILANO- ORLANDINA BASKET 86-72

 

URANIA MILANO: Langston 21, Benevelli  15, Montano 14, Bossi 11, Piunti 11, Raivio 9, Franco 3, Pesenato 2, Raspino, Cavallero, Chiapparini, Valsecchi. Coach: Davide Villa.

Tiri liberi: 10 su 13, rimbalzi 45 (Langston 13), assist  25 (Montano, Bossi 8).

 

ORLANDINA BASKET: Floyd 27, Gay 16, Moretti 11, Taflaj 9, Laganà 7, Diouf 2, Klanskis, Conti, Del Debbio, Johnson, Ravì, Triassi. Coach: Marco Sodini.

Tiri liberi:  17 su 24, rimbalzi 37 (Moretti 10), assist 12 (Floyd 6)

 

ARBITRI

 

Enrico Boscolo Nale di Chioggia (VE), Alberto Morassutti di Gradisca D’Isonzo (GO) e Stefano Del Greco di Verona.