CantùFortitudo, pur senza pubblico, non è mai una partita come le altre: è storia, passione e tradizione. A rendere ancor più speciale il big match del quattordicesimo turno, penultimo del girone di andata di LBA, è il ritorno da ex di coach Luca Dalmonte, sulla panchina canturina dal 2007 al 2009. Dalmonte si è insediato a Bologna lo scorso 7 dicembre, subentrando al posto di Romeo Sacchetti, esonerato dopo otto sconfitte nelle prime nove giornate; oltre a lui, nella Fortitudo figurano altri ex canturini: Stefano Mancinelli (27 presenze in campionato), Pietro Aradori (oltre 1300 punti in 95 partite tra campionato, Eurolega ed Eurocup) e Marco Cusin (quasi 100 presenze); tutti e tre hanno giocato insieme in Brianza nella stagione 2012-’13. A differenza di Mancinelli, che è stato a Cantù solo per pochi mesi, Aradori e Cusin hanno condiviso lo spogliatoio canturino per due annate consecutive, dal 2012 al 2014.

[…]

«La Fortitudo è una formazione di alto livello e non ho intenzione di soffermarmi soltanto sulla sua attuale posizione in classifica; è un’avversaria ricca di qualità e atletismo, caratteristiche che è riuscita a dimostrare non solo vincendo tre delle ultime quattro partite, ma anche superando alcuni momenti di difficoltà. Bravo l’allenatore, Dalmonte, che sta dimostrando a tutti gli effetti di dare valore a questa squadra» ha commentato coach Pancotto in sede di presentazione.

Il tecnico marchigiano si è soffermato, poi, anche sul successo ottenuto nello scorso turno di campionato: «Una vittoria concretizza sempre i sacrifici fatti. Contro Reggio Emilia, oltre al risultato favorevole, abbiamo espresso anche una certa qualità del gioco e questo, in virtù di quanto di buono eravamo riusciti a fare nelle precedenti partite, è per noi molto importante. È un premio a chi, e parlo sia di staff sia di giocatori, durante tutta la settimana lavora duramente perché ciò avvenga».

Infine, sul nuovo innesto, Kavell Bigby-Williams, e sul ritorno di Jaime Smith, coach Pancotto si è così espresso: «Stiamo lavorando con Kavell per metterlo nella condizione psico-fisica di giocare nel campionato italiano e di consentirgli di inserirsi nel miglior modo possibile all’interno di un gruppo che lavora insieme da cinque mesi. Quanto a Jaime, che è un nostro leader importante, il suo ritorno è significativo perché dà a tutti fiducia, certezze e sicurezze; per noi è un elemento indispensabile, il cui ritorno ci permette di ripristinare le rotazioni naturali, anche se devo dire che, in sua assenza, la squadra ha comunque dimostrato di avere personalità e carattere» la chiosa del capo allenatore della S.Bernardo. […]”.

Fonte: ufficio stampa Pallacanestro Cantù