Varese-Treviso, nota ufficiale del Comitato Italiano Arbitri

“Il Comitato Italiano Arbitri, viste le varie interpretazioni (anche da parte di tesserati) apparse sugli organi di informazione sull’episodio avvenuto in occasione della gara di serie A maschile tra Openjobmetis Varese e De’Longhi Treviso dello scorso 27 dicembre, intende chiarire quanto segue:

A 18 secondi dalla fine della gara, il giocatore n. 4 bianco commette un fallo personale contro il giocatore n. 21 azzurro che viene dagli arbitri prontamente sanzionato. Gli stessi decidono di ricorrere all’utilizzo dell’Instant Replay System e dopo avere verificato le immagini, in ossequio al regolamento FIBA, decidono l’upgrade, trasformando il fallo da personale in antisportivo.
La decisione arbitrale è corretta in quanto la condotta del giocatore che ha commesso il fallo è riconducibile a due dei cinque casi presenti nel regolamento FIBA (che di seguito riportiamo) e che prevedono la sanzione da parte degli arbitri di un fallo antisportivo:

“Art. 37.1
Un fallo antisportivo è un contatto falloso di un giocatore che, a giudizio dell’arbitro, è:
• Non un legittimo tentativo di giocare direttamente la palla nello spirito e nell’intento delle regole.
• Un contatto eccessivo, duro causato da un giocatore in un tentativo di giocare la palla o un avversario.”

A maggior chiarimento precisiamo che il voler commettere un fallo rientra nella tattica di gioco messa in atto da una squadra, ma esso deve rispettare i canoni stabiliti dal regolamento”.

Fonte: ufficio stampa FIP

Commenta
(Visited 32 times, 1 visits today)

About The Author

Enrico Pecci Classe ’96, proveniente da quel favoloso luogo chiamato Marche (provare per credere), studente di Scienze della Comunicazione ed appassionato di calcio quanto di basket. Collaboratore per nba24.it e tuttobasket.net, sognando un futuro in cui scrivere di sport, basket e calcio in particolare, sia un lavoro oltre che una passione. Appassionato di basket sin dai primi passi mossi nel parquet dal Re, King LeBron James. #IPromise.