CUS Taranto, parla Conversano: "Nessuna risposta dalla FIP, alcune squadre penalizzate"

CUS Taranto – Abbiamo intervistato il General Manager Roberto Conversano, uno dei dirigenti che più si è speso a livello nazionale contro l’annullamento FIP.

Rammarico e amarezza. Nient’altro per spiegare come CUS Taranto e le altre squadre stanno vivendo questo lungo periodo di stop. Nulla da sindacare sulla decisione relativa alla salute, sia chiaro, ma sono tante le società che hanno chiesto aiuti e spiegazioni.

Quando lo scorso 26 marzo veniva annullata l’intera stagione 2019/2020, il CUS Taranto è stata una delle squadre che più si è spesa per avere delle risposte. Gli interrogativi erano tanti e con essi le paure di veder perduti tutti i sacrifici fatti e infranti i sogni. A più di un mese di distanza da quelle vicende abbiamo intervistato Roberto Conversano, General Manager del CUS Taranto, per chiedere cosa è cambiato e quali sono le risposte che sono arrivate dalle istituzioni.

Vi siete spesi tanto contro la decisione della FIP, sono arrivate risposte? “Purtroppo no. Il grande difetto è stata la comunicazione. In questo periodo tra lavoro e amici si fanno sempre di più chiamate e videochiamate, con la FIP non è mai stato possibile. Sulla sospensione niente da dire, anche nei tempi, così come nella decisione di giocare a porte chiuse. Quello che non ci è piaciuto è stato l’uscire in fretta e in furia con due righe per annullare il campionato, le società avrebbero dovuto almeno in parte partecipare alla decisione. Che vuol dire “annullato” nello sport? C’è sempre un vincente e un perdente nello sport, non si gioca per partecipare. Anche economicamente è un termine che non ha senso per le società.”

Avete trovato appoggio da parte delle altre squadre del vostro campionato? “Dalla maggior parte si. L’unanimità no perchè qualcuno involontariamente ne ha approfittato. La FIP ha aiutato le squadre meno dotate economicamente e ha condannato quelle società che hanno disponibilità e che magari hanno investito. Le decisioni dovevano riguardare tre materie: una igienico-sanitaria (per cui va un plauso), una sportiva e una economica. La FIP è stata la prima a comunicare lo stop dei campionati, prima di tutte le altre federazioni.”

CUS TarantoIn questo contesto, quali sono i programmi per il futuro? “La voglia è tanta, purtroppo però non siamo nelle condizioni di fare allenamenti e tantomeno partite. A livello societario tutti i contratti decadono il 30 giugno. Abbiamo trovato un accordo con tutti i giocatori, siamo molto grati perchè hanno subito accettato la nostra proposta, voglio ringraziarli davvero. Ripartiamo da Coach Olive (confermatissimo) e dalla voglia con cui abbiamo concluso il campionato. Non abbiamo fatto in tempo a vedere sul parquet gli ultimi due acquisti che avevamo fatto per i play-off. Sicuramente siamo aperti ad un ripescaggio e a qualsiasi cosa ci venga proposta, al livello attuale o superiore.”

Il rapporto con la città di Taranto è cresciuto tanto. “Assolutamente si, abbiamo il sostegno di tutta l’amministrazione comunale. Gli assessori e il sindaco ci chiamano per dirci che non siamo soli. Non è una critica al passato ma se gli ieri venivano gli assessori a guardare le partite, oggi viene anche il sindaco. Hanno riqualificato il Pala Ricciardi e ci hanno chiesto degli aiuti tecnici, c’è molta collaborazione.” Tutto questo ha portato al riempire gli spalti? “Sia grazie a questo che al nostro ufficio marketing abbiamo avuto ottime risposte dal pubblico. Abbiamo creato contest ed iniziative che prima non pensavamo. Tutto questo ha portato ad avere circa 700 tifosi sugli spalti, tutto ci faceva pensare che saremmo arrivati a 1000 unità per i play-off.”

Quindi il prossimo anno si parte con obiettivi positivi? “Abbiamo finalmente capito come si lavora bene. Continueremo a farlo il prossimo anno ma anche adesso non siamo fermi. Il rapporto con gli sponsor e lo studio per la prossima stagione va avanti. Puntiamo in alto come abbiamo sempre fatto!”

Idee per ripartire? “La FIP valuterà sicuramente bene tutti i fattori. Credo che senza un vaccino sia difficile tornare in campo, soprattutto in uno sport di contatto come la pallacanestro. Se si dovesse riprendere tra Gennaio e Febbraio 2021 un’idea potrebbe essere quella di ricominciare dai punti attuali, non ci sarebbe il tempo di fare un girone completo di andata e uno di ritorno. Non sarebbe uno svantaggio per nessuno perchè i Play-Off farebbero comunque affrontare le varie squadre iscritte. Questa è una ma ce ne sono tante sul tavolo della Federazione, sapranno prendere quella migliore.”

FOTO: Aurelio Castellaneta

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About The Author

Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.