La stagione della Virtus Roma in 10 tappe

A causa del Coronavirus, i campionati nazionali di basket sono terminati anzitempo. Tanti i dubbi sul futuro, fra porte chiuse, pari o dispari e numero di italiani. Nel frattempo, riviviamo in 10 tappe fondamentali la stagione 2019/2020 della Virtus Roma, una delle tre neopromosse presenti quest’anno nel massimo campionato italiano.

1)IL RITORNO: Pasqua 2019 cadeva il 21 Aprile. Ma in un certo senso la Capitale a spicchi risorge un giorno prima. Perché il sabato, in quel di Castellanza, Bucchi e i suoi mettono l’ultimo mattoncino battendo Legnano 83-88. Una vittoria che vuol dire promozione in serie A dopo 4 difficili anni di A2 tra schiaffi, ricorsi al Coni e play-out.

2)LA FIRMA: Una promozione, se non ti iscrivi al campionato successivo, ha lo stesso valore di un documento non firmato: zero. In realtà questa firma non è mai stata in discussione, ma a Roma (non senza motivo) i tifosi non credono finché non vedono.

La Virtus Roma si iscrive al campionato di Serie A 2019/2020, confermando Bucchi in panchina e Spinelli al tavolo delle trattative. Parola al campo.

3) LE STELLE: Inizia l’estate, e quindi il mercato. I nomi inizialmente accostati ai Capitolini non sono, diciamo così, entusiasmanti. Giocatori inesperti e con cifre discutibili. Il budget è cosi basso?

A luglio finalmente inizia a muoversi qualcosa. Arrivano i veri giocatori, quelli da Serie A. Viene ufficializzata l’asse play-pivot Dyson-Jefferson. I tifosi fanno un sospiro di sollievo: finalmente dei nomi noti. Non c’è dubbio, le stelle della squadra saranno i due USA, dipenderà tutto (o quasi) da loro.

4) LA SVEGLIA: Seconda giornata, prima casalinga per la Virtus, al PalaEur viene Brindisi. Pronti via, Bucchi dopo 3 minuti chiama time-out: 0-8 per gli ospiti. Al termine del primo quarto il segnapunti del palazzo recita un tremendo 8-23. Roma non rientrerà mai e il match scivolerà velocemente verso il 63-87 finale. L’ex Dyson in condizioni fisiche precarie, Jefferson poco ispirato. La serie A è un’altra storia, serve già una svolta.

5)1631: I giorni trascorsi dall’ultima vittoria nella massima serie, avvenuta nel 2015 proprio contro Brindisi. Sotto il sole di mezzogiorno, la Virtus mette la prima. Una tripla decisiva di Jerome Dyson affossa le speranze della Vanoli Cremona di coach Sacchetti, finisce 97-94. È il primo urrà, quasi una liberazione per i tifosi. Seguiranno due nette vittorie, una a Pistoia e un’altra casalinga contro la Bologna biancoblù.

6) ROMA: Il presidente Toti li chiamò “tifosi da finale”. In scala minore, chiamamoli “tifosi da Milano”. Dispregiativo? Forse si. Ma se Roma-Milano conta 8mila spettatori, è anche merito loro. Viene aperto l’ormai vergine terzo anello. La squadra da vedere non sono i Pooh o i Negramaro, ma la Virtus Roma, che sta ricominciando a sentire un timidissimo affetto dalla città che l’aveva dimenticata. Dyson e compagni giocano un primo tempo perfetto. Ettore Messina è costretto ad alzare seriamente la voce. I meneghini rientrano e vincono, ma la schiacciata del pareggio di Alibegovic a 3 minuti dalla fine ha fatto vivere ai presenti emozioni che mancavano da un po’.

7)IL PRANZO: Quello di Santo Stefano, decisamente indigesto per l’Urbe a Spicchi. Al Taliercio la Virtus è incredibilmente sopra di 5 a un minuto dalla fine contro i Campioni D’Italia. Due perse folli di Dyson permettono a Venezia di recuperare lo scarto. Rimonta completata dal tap-in di Daye allo scadere, che sigla il 79-77 finale. Un gran rimpianto, e molti dubbi sul play ex-brindisi. Il capitano, il playmaker, l’esperto: come si fa a gestire in tal modo gli ultimi possessi?

8)IL TERRORE: Dopo la sconfitta in laguna, ne arrivano altre 4. Nonostante l’ottimo inizio di stagione, Roma ha ancora tante camicie da sudare per salvarsi. Crocevia della stagione è la partita casalinga con Pistoia. In caso di sconfitta, Roma cadrebbe pericolosamente in zona retrocessione. É quello che accade: Justin Johnson quasi allo scadere infila il canestro della vittoria. I ragazzi di Carrea ottengono la prima vittoria esterna. Roma non sa più vincere, e certamente la dea bendata non è dalla sua parte. È crisi nera. Di questo passo si torna tra i dilettanti.

9)LA TOPPA: A sconfitta segue sconfitta. Mentre Diodato vince il 70esimo festival di Sanremo, al PalaDozza le triple di Aradori e Robertson affossano la squadra di Bucchi. C’è la sensazione che il roster di inizio stagione non basti più, urge intervenire sul mercato. Dyson va alla corte di Antimo Martino, nella Capitale arrivano l’ex Pesaro Barford e il supercolpo Corey Webster. Il campo deciderà le sorti della Virtus Roma, ma c’è la certezza che Toti di A2 non ne vuole proprio sentir parlare.

10) UNA TERRIBILE SALVEZZA: Poco da dire: causa emergenza sanitaria, la stagione di Serie A è finita. Roma, alla fine sei salva. Non per merito tuo, ma sei salva. Si ritorna così al punto 2, ma non dovrebbero esserci grossi problemi. Per ora.

A cura di Marco Fasano

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Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.