Olimpia rimontata e sconfitta all'OT dal Panathinaikos. Messina: "Errore grave pensare fosse finita"

Sconfitta bruciante per l’Olimpia Milano in Grecia. All’OAKA Altion, i ragazzi di coach Messina producono un gran primo tempo, chiuso sul +17 (29-46), salvo poi staccare la spina e subire la rimonta del Panathinaikos, che porta la sfida all’overtime sul 70-70. In fiducia, i greci provano l’allungo nei 5′ extra; Milano prova a reagire e con Datome avrebbe anche il pallone del pareggio sulla sirena. Ma finisce 86-83 per i ragazzi di coach Kattash.

Così Ettore Messina nel post partita: “Mi complimento con il Panathinaikos: non ha smesso di crederci e nel secondo tempo ha giocato molto più duramente guidato dalla leadership di Shelvin Mack. Noi semplicemente abbiamo girato l’interruttore, quando, preso un vantaggio rilevante, abbiamo creduto che fosse finita. Eravamo alla quarta partita in trasferta in sette giorni. Ma resta nel basket un peccato capitale. Nel secondo tempo l’energia è scomparsa e siamo stati distrutti a rimbalzo. I rimbalzi offensivi concessi nel secondo tempo sono stati la storia della partita“.

Il coach dei meneghini parla dei playoff: “Credo che forma e accoppiamenti saranno determinanti. Essere in salute è la cosa più importante, poi ci sono squadre che per match-up individuali o stile di gioco si esprimono meglio contro certe formazioni che contro altre. Questo sarà decisivo“.

Sull’ammissione nella FIBA Hall if Fame: “È una cosa che mi onora, ringrazio chi ha deciso di ammettermi, la FIBA e il comitato selezionatore. È un riconoscimento per il quale devo ringraziare le tante persone che mi hanno aiutato. Mia moglie, la famiglia, tutti gli allenatori che mi hanno sostenuto, i giocatori, le persone che hanno accettato il mio carattere che non è facile. Sono onorato“.

Dichiarazioni a cura di Ufficio Stampa Olimpia Milano.

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Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.